Agorà della Presidente

null Viva la Festa della Repubblica e viva l’Italia che siamo e che saremo

02/06/2021

Dire alle mie figlie che quando è nata la loro nonna le donne non potevano votare mi ha fatto una certa impressione.
Il diritto di voto è stato conquistato con lotte durissime da parte delle nostre donne e solo nel gennaio del 1945 fu discusso e approvato il suffragio femminile e il 2 giugno del 1946 le donne votarono per la prima volta. Di quel giorno una fotografia resterà impressa nella mente di tutte e tutti noi: le donne che in massa si presentarono ai seggi. Una scelta epocale cui rispose l’89% degli italiani e che portò all’elezione delle prime 21 parlamentari, le “Madri costituenti”, cinque di loro, Maria Federici, Angela Gotelli, Tina Merlin, Teresa Noce e Nilde Iotti, entrarono anche nella “commissione dei 75” incaricata di scrivere la Costituzione. 

Un traguardo che ha segnato un peso importante nel corso della nostra storia ma ancora molto resta da fare. A cominciare dall’impegno ad approvare in Consiglio regionale la Legge sulla doppia preferenza. Dobbiamo e possiamo fare di più per aiutare tutte le donne a uscire dalla loro invisibilità, per ricoprire il ruolo che meritano, che si guadagnano con la loro capacità, con la loro competenza, con i loro sacrifici, perché questo non toglie nulla al fatto di investire sulla famiglia. E tutto questo richiede uno sforzo comune ma richiede, soprattutto, rispetto dell’altro e dell’altra. Per questa ragione con la Giunta regionale stiamo lavorando ad un’Agenda di genere che speriamo possa essere da stimolo e rilancio, e intanto, in Consiglio, ho voluto promuovere l’istituzione della Rete regionale delle donne elette, prevista peraltro dalla Legge Regionale n.7 del 2007 e sul punto finora mai attuata, e nelle prossime ore cominceremo le consultazioni per la Legge sulla parità salariale.

Mai come quest’anno, allora, l’occasione è propizia per rinnovare l’anniversario del voto delle donne e la Festa della nostra Repubblica. Una Repubblica che finalmente ha anche le risorse e una strategia per colmare il divario tra i generi e il tra nord e il sud dell’Italia. Come avvenne in Germania con la caduta del muro che per quasi trent’anni aveva separato la Berlino est dalla Berlino Ovest, anche qui, nel nostro Paese, con uno sforzo collettivo e unitario possiamo mettere un punto all’annosa questione meridionale.

Perché questi e i prossimi giorni non sono e non saranno che il frutto di lotte, sacrifici, amore, coraggio.
Perché niente ci è regalato e molto di quello che viviamo è solo in prestito, finché non ci saranno nuovi genitori, e nuovi figli. 
Perché ciascuno di noi ha la sua piccola fetta di responsabilità. 
Viva la Festa della Repubblica e viva l’Italia che siamo e che saremo