Agorà del Presidente

null 20 maggio 1970 - 20 maggio 2020 lo Statuto dei lavoratori compie cinquant'anni

20/05/2020
Storia-Cultura

Lo Statuto dei lavoratori compie 50 anni. Il 20 maggio del 1970, la legge 300/1970 venne pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e, sin dall’inizio, venne considerata una delle più avanzate del mondo, in quanto per la prima volta dava piena attuazione alle disposizioni costituzionali sino ad allora ignorate.
Prima tra tutte, la libertà di opinione del lavoratore ed altre tutele che restituivano dignità e sicurezza ai lavoratori, dopo anni di discriminazioni e di persecuzioni illiberali. Dalla tutela della salute e dell'integrità fisica, al divieto di compiere atti discriminatori, alla reintegra nel posto di lavoro a seguito del licenziamento intimato senza giusta causa.
Già dal lontano 1952, Di Vittorio propose l’approvazione di uno Statuto che avesse come obbiettivo quello di “portare la Costituzione dentro le fabbriche”, rendendo esigibili quei diritti che la Costituzione aveva garantito appena pochi anni prima.
Furono la possente spinta del ’68 e le lotte operaie del ’69 che travolsero definitivamente le resistenze del padronato e nemmeno le bombe di Piazza Fontana riuscirono ad intimidire il movimento sindacale.
Il ministro del Lavoro dell’epoca, il socialista Giacomo Brodolini, rilanciò con coraggio la sfida lanciata anni prima da Di Vittorio, dando vita ad una Commissione di esperti, presieduta di Gino Giugni, per redigere la bozza di un testo che poi divenne legge.
Nel corso degli anni, lo Statuto ha subito modifiche significative ed è sempre stato oggetto di attacchi da parte delle più disparate aree politiche ed imprenditoriali del Paese. Ma il sindacato ha sempre rilanciato, avanzando proposte che coniugassero la difesa e l’allargamento dei diritti, per tutte le tipologie lavorative e contrattuali, compreso il lavoro autonomo, completamente sprovvisto di garanzie e di tutele. Un nuovo Statuto, cioè, capace di ricomporre il mondo del lavoro e di attuare l’articolo 39 della Costituzione sulla rappresentanza sindacale.
Pertanto, le drammatiche vicende causate dal Coronavirus, lungi dal rappresentare una stretta a danno del  mondo del lavoro, debbono costituire un'occasione decisiva per affermare i diritti di tutti i lavoratori, nel quadro di una politica di sviluppo, fondata sulla solidarietà e sulla responsabilità di tutte le parti sociali.