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null Ravello Lab: la presidente del Consiglio regionale della Puglia apre il panel sul “Paesaggio culturale e le aree interne”

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Nr.: 3564 del 15/10/2021 16:39
Presidente del Consiglio

Ravello Lab: la presidente del Consiglio regionale della Puglia apre il panel sul “Paesaggio culturale e le aree interne”

“Cultura è futuro”: questo il titolo della sedicesima edizione di Ravello Lab, che da quest’anno, accanto al Centro universitario europeo per i beni culturali e Federculture, vede anche il partenariato del Formez. Il progetto, nato nel 2006, è diventato un appuntamento annuale nel quale, per tre giorni – a Villa Rufolo di Ravello, gioiello della Costiera Amalfitana e sede del Centro universitario per i beni culturali – esperti e decisori politici italiani ed europei si incontrano per analizzare, discutere e proporre approfondimenti sull’importanza della cultura come fattore di sviluppo.

Due i panel dell’edizione 2021: paesaggio culturale e aree interne pianificazione strategica e progettazione integrata nel tempo della ripartenza; l’impresa socio-culturale.

Per il primo, che vedeva la presenza di Fabio Pollice, Rettore Università del Salento e chairman dell’incontro, e Sabrina Lucatelli, Direttrice Associazione Riabitare l’Italia, l’apertura è stata affidata alla presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, che ha sottolineato come le risorse del Pnrr destinate alla cultura saranno ben spese solo se interpreteranno davvero i bisogni di operatori e cittadini.

“Chi non ha una comunità è povero - ha detto Capone dal palco di Ravello Lab - e per la stessa ragione è povero quel Piano che si costruisce senza le sue comunità”.

“Leggendo il Piano nazionale per la ripresa e la resilienza - ha spiegato - tutti abbiamo provato un senso di smarrimento, la stessa sensazione che ci pervade, talvolta, quando osserviamo le politiche europee e la programmazione comunitaria, dove troviamo tante cose che ci piacciono, tanti obiettivi che riteniamo giusti, condivisibili. E tuttavia, manca sempre il giusto investimento sulla cultura. Ecco, la cura che il Pnrr propone per la cultura è disperante. Non si possono affrontare sfide nuove con cervelli vecchi. Dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere le cose. E' così anche per le aree interne, non si possono usare gli stessi modelli con i quali sono state marginalizzate. Allora, perché alla cultura non si dà mai il giusto spazio? Perché non si fanno i piani per la cultura? Perché l’Italia non ha pensato di pianificare le attività mettendo attorno a un tavolo esperti e comunità? Perchè ha redatto il piano al chiuso di un tavolo, tra pochi ‘eletti’, senza nemmeno comunicare con i parlamentari, con gli Enti locali, con le Regioni? Le priorità di un piano devono essere confrontate con le comunità interessate, altrimenti sono sterili, improduttive. Alessandro Leogrande diceva che ‘la cultura è fatta di relazioni’. Quelle relazioni hanno guidato il Piano strategico della Puglia: PIIIL, Prodotto, Identità, Innovazione, Impresa, Lavoro. Abbiamo messo insieme Istituzioni, operatori e cittadini, siamo riusciti a recuperare quasi 500 milioni di euro e abbiamo convinto l’Europa che valorizzare un bene culturale non voleva dire solo restaurarlo, ma farlo vivere, dargli contenuto. Perché questo significava lavoro. E non solo beni, ma persone”.

“Oggi - ha aggiunto - il problema più grave di tutti si chiama proprio precarietà del lavoro. Quella stessa precarietà che si sta decretando con i concorsi a tempo determinato pubblicati negli scorsi mesi. Mi chiedo quali siano davvero i nostri obiettivi. La politica deve occuparsi della cultura a tutto tondo e questo significa eredità e memoria, ma anche innovazione e futuro. E in quel futuro non ci sono persone astratte, ci sono le nostre figlie e i nostri figli, i nostri nipoti. Quelli che l’Europa chiama Next generation. Senza la dignità delle persone e del lavoro, non può esistere nessun Piano”.

“È evidente allora - ha concluso la presidente Capone - che bisogna trovare un equilibrio tra l’egoismo che deriva dall’idea del profitto e del capitalismo e la possibilità, attraverso la pianificazione, di produrre benessere per le nostre comunità. È questo il compito della politica”.

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15/10/2021