Agorà della Presidente

null Perdere la vita nel giorno del ritorno della vita: la tragedia del Mottarone toglie il fiato

25/05/2021

Sono giorni tristi questi per la Puglia e per l’Italia. La tragedia consumata sulla funivia del Mottarone ha lasciato tutti senza fiato. Ai familiari e agli amici della giovane coppia originaria di Triggiano e di tutte le persone che hanno perso la vita domenica le più sentite condoglianze del nostro Consiglio regionale. 

Le disgrazie non si classificano mai ma questa davvero è atroce. Perdere la vita nel giorno del ritorno della vita è uno scherzo del destino che ci fa sentire sorelle, fratelli, madri e padri di quelle povere anime in trappola. Lì dentro c’eravamo tutti, con la nostra voglia di tornare a vivere, di riabbracciare quella libertà per troppo tempo perduta. Una tragedia che ci ricorda l’importanza del prendersi cura: delle persone e delle cose. Ed è per questo che mi unisco all’appello di chi, a gran voce, chiede giustizia per queste vite spezzate e, contemporaneamente, alle preghiere per il piccolo Eitan, unico sopravvissuto nell’incidente in cui hanno perso la vita i suoi genitori e il fratellino di due anni.

Doveva essere una ripartenza piena di speranze e, invece, questa storia è arrivata come un fulmine a ciel sereno e ha sconvolto l’Europa intera.

Un’Europa che oggi fa anche i conti con le tante diversità che stanno via via emergendo: tra chi è vaccinato e chi ancora non lo è, tra chi è fragile e chi aspetta il turno dell’età, tra i giovani, che tra poco dovranno affrontare gli esami di maturità e rischiano di diventare la categoria più esposta, e gli anziani, la maggior parte dei quali fortunatamente è già protetta.

“Per sconfiggere questo virus bisogna immunizzare il mondo al più presto” ha detto il Presidente Daraghi, quel mondo che se nel bel mezzo della pandemia sembrava più unito che mai oggi, però, nella ripresa, torna a dividersi. Qualcosa non funziona se la Cina distribuisce 10mila dosi per milione di abitanti, la Grecia 8600, l’Italia 7900 e il Rwanda 6. Ma la partita della salvezza si può e si deve giocare tutti insieme, provando a governare la globalizzazione, a far riemergere la cooperazione.

Ho apprezzato molto le parole del Presidente Sassoli: “La pandemia non è una parentesi ma un invito a proiettarci nel futuro, a progettare un’Europa e un mondo che restituisca centralità alle persone”.

A partire dalle donne. 

Sono dispiaciuta e rammaricata per le pesanti offese nei confronti della consigliera nazionale di parità Serenella Molendini dopo il plauso all’iniziativa dell’Università di Bari di voler ridurre le tasse per le studentesse che si iscrivono a corsi di laurea ad oggi a frequenza prevalentemente maschile.

Ancora di più perché quella del rettore Bronzini non è solo un’iniziativa importantissima ma un’azione prevista dalle direttive europee e da leggi nazionali, a partire dalla 125 del 1991.

Insomma sappiamo fin da bambine che dobbiamo dare di più, che dobbiamo dimostrare e lottare per ogni cosa, versando lacrime o magari ridendo per la soddisfazione, come ha fatto Benedetta Pilato, campionessa del mondo a soli 16 anni, a cui vanno le più sentite congratulazioni da parte di questo Consiglio e che avremmo piace ad ospitare in una delle prossime sedute consiliari. 

È tempo di invertire la rotta. È tempo di praticare la parità nella sostanza e non solo nella forma.