Agorà della Presidente

null Occorre intervenire sulle fragilità per ridare slancio ai diritti delle persone

30/03/2021

Questo è l’ultimo Consiglio regionale prima della Santa Pasqua. Avrei voluto augurare a tutte e tutti voi di poterla trascorrere al caldo degli abbracci di chi amate, purtroppo, sarà un altro anno di sacrifici e mancanze che fanno male al cuore. Intanto ieri è partito il nuovo piano vaccinale regionale. Speriamo che tra pochi mesi potremo davvero dire di esserne usciti. 

D’altra parte gli effetti positivi delle campagne di vaccinazione cominciano già a vedersi: Israele sembra essere tornata alla normalità, Londra, per la prima volta dopo nove mesi, non ha registrato neppure una morte, e, per non guardare troppo lontano da noi, ieri, in una Residenza per anziani salentina, seppure gli ospiti siano risultati positivi al covid, fortunatamente sono tutti asintomatici. 

Il miracolo della scienza. Bisogna avere fiducia, e lo dico a tutti coloro che hanno rifiutato di vaccinarsi, o che intendono farlo. Ancora più forte lo diciamo agli operatori sanitari che hanno scelto di non farlo. Lo abbiamo detto anche con una legge regionale. Non vaccinarsi è un diritto ma si levino il camice di dosso, rinuncino a indossare un’uniforme che evidentemente non gli appartiene. Come ha scritto Michele Serra su L’Amaca, “fare il rivoluzionario a costo zero è molto comodo ma molto poco etico”. 

Abbiamo detto “priorità ad anziani e persone fragili”, e così dovrà essere, perché le statistiche ci dicono che sono loro a pagare di più il costo della pandemia. 
Ma non dimentichiamo anche tutte le altre vittime di questo tempo. C’è un’emotività lacerata da curare, a partire da quella delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi che non solo hanno visto drammaticamente ridotta la loro dimensione scolastica ma anche gli spazi di socializzazione e il contatto umano che solo la presenza può dare. 

Il responsabile di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Bambin Gesù di Roma ha detto: “se continua così avremo oltre 7mila bambine e bambini in attività diurna e oltre 500 ricoveri”. E questo aumento c’è stato con la seconda ondata della pandemia, ovvero da ottobre a oggi. Parliamo di numeri che fanno rabbrividire solo a pensarci: +28% dei disturbi del comportamento alimentare nella fascia 12-14 anni, +25% di tentativi di suicidio e atti autolesionismo. E questa problematica riguarda tutta Italia, da nord a sud. 

Ha detto bene la Ministra Bonetti: “abbiamo bisogno di un Piano di Salvezza educativa”. Noi, in Puglia, ci stiamo attrezzando con uno che intreccia istruzione, cultura e welfare, e per questo ringrazio il Presidente Emiliano e gli assessori che se ne stanno occupando. E c’è un progetto di legge sulla povertà educativa che discuteremo in un Consiglio monotematico il prossimo 20 aprile, così come concordato in conferenza dei capigruppo. È fondamentale prendersi cura di tutte e tutti loro, magari affiancandoli da educatori, formatori, psicologi. 

Ma non è solo la povertà educativa che colpisce più piccoli. Da un primo monitoraggio Save the Children ha stimato che sono oltre 160mila le bambine e i bambini che a causa della chiusura delle mense scolastiche sono stati privati dell’unico pasto giornaliero. A questo si aggiunge che su 40mila edifici scolastici, in Italia, solo 10.598 hanno una mensa e in coda c’è il sud con la Puglia ferma al 16%. Questo è un impegno che tutte e tutti noi dobbiamo assumere.

D’altra parte la Puglia è la prima regione d’Italia per numero di vaccinati nel mondo della scuola. Lo so, è un argomento sensibile e caldo, ma proprio per questo va affrontato. Con ragionevolezza, lucidità e lungimiranza. Sì, lungimiranza, perché aver vaccinato il personale scolastico significa che vogliamo tutti vedere riaprire le scuole delle nostre città quanto prima e, farlo, in piena sicurezza.

E quando parliamo di scuola non possiamo non soffermarci anche su tutte quelle ingiustizie e quelle fragilità che la pandemia ha fatto emergere: nel Sud Italia, per esempio, (dati ISTAT) 4 famiglie su 10 non hanno il pc e la metà di quelli che ce l’hanno lo condividono in famiglia. 

Ma sul divario Nord - Sud il Cnel ha incentrato gran parte della sua relazione 2020 sottolineando che la pandemia ha anche accentuato la differenza nella presenza degli asili nido, nel diritto all’istruzione, e persino nell’aspettativa di vita. 

Per tutto questo abbiamo il diritto e il dovere di cogliere la sfida del Next Generation EU come di tutte le grandi risorse europee. È l’occasione storica, il calcio di rigore fischiato nel momento giusto della gara. E non possiamo sbagliarlo. Le sfide del sud devono diventare le sfide di tutto il Paese.

La Puglia vuole avere il suo ruolo nella partita nazionale, per questo ci siamo attrezzati con un tavolo interistituzionale a supporto della Giunta che, nei prossimi, giorni tornerà a riunirsi per esprimersi sul documento definitivo. Una mozione che tornerà in quest’aula il prossimo 13 marzo e che, se troverà il riscontro di tutte e tutti voi, sarà poi consegnata alla Giunta affinché possa farsene carico davanti al Governo.

Guardare in faccia queste fragilità significa ridare slancio ai diritti delle persone. Non possiamo accontentarci di chi se ne riempie la bocca: devono diventare vita, farsi carne, essere presente e futuro. Il tempo che verrà sarà il tempo della vicinanza, della condivisione, della prossimità. Lo sanno bene i nostri sindaci, lo sanno bene i medici di base e quelli negli ospedali, lo sanno bene le migliaia di volontari. Dal loro quotidiano impegno, dalla prossimità, dalla valorizzazione delle donne e dei nostri giovani passa la nuova storia della nostra Puglia.