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Nr.: 82 del 12/01/2021 12:53
Sedute Consiglio

La presidente Capone: “questa la partita da giocare con il Next generation Eu”

L’intervento della presidente Capone in apertura del Consiglio regionale.

C’è un’Italia che fa più fatica, che ha bisogno di essere “accompagnata”, perché non riesce a stare dietro al presente, figuriamoci al futuro, e un’altra che, invece, prova a esprimere le sue potenzialità e troppo spesso s’imbatte in un contesto che le tarpa le ali.
Due facce dello stesso Paese che le Istituzioni devono guardare dritte negli occhi provando a dare risposte concrete. Con i fondi che oggi l’Europa mette a disposizione possiamo farlo.
Le persone, la qualità della loro vita e, quindi, la salute, il lavoro: sono queste le priorità. Non è un caso che la Commissione europea abbia fissato come parametri di ripartizione delle risorse proprio la popolazione, il Pil pro capite e il tasso medio di disoccupazione negli ultimi 5 anni. Priorità che superano ogni differenza e che rendono tutti uguali, da nord a sud.
Perché se non hai un lavoro che garantisca la dignità della sopravvivenza, se non hai “quel poco” che, però, ti consente di comprare un pc e mettere il wifi a casa, se sei solo, anziano, malato, e non hai nessuno che si prenda cura di te, l’indirizzo non fa differenza.
E’ chiaro, però, che il tema del lavoro, che abbraccia l’intero Paese, dalle Alpi alla Puglia, alla Calabria, alla Sicilia, deve essere affrontato con maggiori energie lì dove ci sono più carenze strutturali, per esempio nel nostro Mezzogiorno.
Ma non si tratta di una discussione incentrata solo sulle percentuali d’impiego delle risorse al sud, al centro o al nord. Si tratta, piuttosto, di avere una visione di medio e lungo periodo rispetto all’Italia che vogliamo, quella nella quale i giovani non fuggono, gli imprenditori investono con fiducia, le donne e gli uomini possono lavorare con la giusta serenità, e gli anziani sentirsi meno soli.
È questa la partita da giocare con il Next generation Eu.
Ecco perché fa rabbia sentir parlare di una nuova bozza di Piano che prevedrebbe 20 miliardi in più a favore delle regioni del Sud, salvo poi scoprire che quei soldi al Mezzogiorno spettavano già e che si tratta di un anticipo del Fondo di coesione. 
Ecco quei fondi sì che servono per ripianare le fratture territoriali ma non il Next Generation Eu il cui destino è scritto nel nome: generazione futura.
E, allora, certa politica dovrebbe sforzarsi di pensare davvero ai giovani e non inscenare finte battaglie di principio. Che se il Governo dovesse cadere, poi, dovrebbe spiegarci bene come la situazione potrebbe migliorare, magari dall’altra parte della maggioranza. Salvo che in pentola non bolla qualcosa che tutti noi ignoriamo. 
Ma questa è un’altra storia e, oggi, noi Regioni abbiamo ben altre priorità: dare risposte concrete ai nostri cittadini, risposte e speranze.
Perché non è quella che restituisce oggi la pandemia l’Italia che vogliamo consegnare ai nostri figli. Non quella che ha tagliato sulla sanità di prossimità; che ha ne fatto il Paese peggiore d’Europa per inquinamento atmosferico; che ha imposto la dad quando trecentomila studenti non hanno una connessione internet; che ha consegnato 5 milioni di persone alla povertà assoluta; che parla delle donne ma non ci dice che proprio la donna, italiana, con due figli e un’età media intorno ai 40 anni, è il volto della nuova povertà.
Può e deve esserci un’Italia migliore.
Ma affinché questo avvenga è necessario che ciascuno, nel proprio ruolo, faccia la sua parte e, soprattutto, è fondamentale che Stato, Regioni e Comuni lavorino in sinergia.
In quest’ottica il Next Generation Eu può costituire sede e procedura privilegiata attraverso cui il principio di leale collaborazione diventi sempre più la cifra dei rapporti tra le Istituzioni. Così che tutte le istanze siano accolte e valutate con la giusta attenzione.
Per questa ragione chiedo al Presidente Emiliano e alla Giunta tutta di farsi garanti affinché la Puglia sia chiamata a partecipare attivamente al processo in atto esprimendo programmi e progetti concreti su tutte le sei Missioni del Next Generation Eu. 
Chiedo, inoltre, di sorvegliare affinché il Piano nazionale metta davvero al centro i nostri giovani che hanno il sacrosanto diritto di essere messi nelle condizioni di diventare artefici del proprio destino.
E chiedo, infine, a tutti noi, donne e uomini di Puglia, di vivere questa fase senza mettere il costume degli ultras. Stiamo parlando di salute, di formazione, di lavoro. Mai come in questo momento storico è stato così chiaro che fare Politica significa mettere al centro la vita delle persone, il loro futuro e anche il loro presente. Noi pugliesi lo sappiamo fare. e sono certa che questo consiglio ne darà, ancora una volta, grande prova".