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null Impianto di depurazione Nardò. Casili: “Si deve fare il possibile per garantire il recupero dell’acqua, una risorsa sempre più esigua in Salento”

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Nr.: 1367 del 08/04/2021 18:22
Ambiente - Territorio - Energia

Impianto di depurazione Nardò. Casili: “Si deve fare il possibile per garantire il recupero dell’acqua, una risorsa sempre più esigua in Salento”

Nota del vicepresidente del Consiglio e consigliere regionale del M5S Cristian Casili sull’impianto di depurazione di Nardò.
“Sulla questione dei reflui dei nostri impianti di depurazione non ho mai fatto mancare, come risaputo, il mio impegno in ogni sede. Noto con disappunto che dibattiti su temi importanti come questo si riaccendono in ogni campagna elettorale, e questo peraltro fa perdere anche la giusta serenità oltre a generare confusione. Nel 2021 la strada giusta non può essere quella del ricorso semplicistico alla condotta sottomarina senza sforzarsi di recuperare un bene primario per il Salento sitibondo, in cui la quantità d’acqua a disposizione è sempre più esigua. In questi anni mi sono fatto promotore di progetti come il riuso delle cave dismesse per trasformarle in biolaghi, cercando di recuperare quanta più acqua possibile dai nostri depuratori. Fra pochi anni avremo migliaia di ettari sui quali sarà interdetta la possibilità di emungimento dalla falda per l'incessante contaminazione salina. Il pensiero archeologico dello spreco in mare di quella che deve essere una risorsa preziosa, deve lasciare spazio a progetti che possano valorizzarne gli utilizzi. Non voglio entrare nel merito di questi progetti, perché è un compito che spetta ai tecnici, ma è evidente che sia necessario spingersi al massimo grado di affinamento delle acque e garantire un effluente che non inquini più come nel passato. Come è risaputo non sono affezionato a improbabili realizzazioni, e sono dell'opinione che se necessario va mantenuto uno scarico di emergenza in battigia. Vedi quanto fatto a Fasano con il lago delle Forcatelle uno dei più avanzati impianti di depurazione e affinamento delle acque reflue d’Europa. Si deve fare il possibile però per garantire il recupero delle acque per consentire al nostro territorio di ricostruire un paesaggio devastato dalla Xylella e questo lo si può fare se c'è fonte irrigua. Ritengo sia fondamentale percorrere tutte le strade possibili per consentire, previo studio e analisi dei progetti, di ripascere le nostre falde alimentandole con acqua che non sia quella del mare come avviene oggi. Non ho assolutamente condiviso l'approccio del Ministero perché si sono trascurati tutti questi aspetti che stanno desertificando un intero territorio. Chiedo pertanto a tutti di riflettere, lasciando da parte i contrasti per contribuire a dotare quanto prima possibile i nostri territori del sistema di depurazione più efficiente tutelando il mare e il suolo”./comunicato