Agenzia di Notizie

null I lavori della V Commissione del presidente Campo

stemma crp puglia notizie

Nr.: 3990 del 25/11/2021 15:00
Commissioni

I lavori della V Commissione del presidente Campo

Sarà una sottocommissione composta dalle consigliere Parchitelli e Di Bari e dai consiglieri Leoci, e Ventola, ad approfondire la proposta di legge (Parchitelli) che contiene le “Modifiche all’art. 13 della legge regionale 10/2014 “Nuova disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”.

È quanto ha deciso la V Commissione del presidente Paolo Campo.

Il lavoro della sottocommissione sarà quello di sentire per i dovuti approfondimenti i sindacati, l’Anci e le Arca, soprattutto in merito alle questioni sollevate circa la gestione dell’articolo 20. Si tratta di verificare, laddove ci sono le condizione, di poter prevedere una sorta di sanatoria per gli occupanti gli alloggi di edilizia pubblica.

Un tema che secondo la consigliera Parchitelli non si può ignorare anche se si tratta di alloggi occupati in origine abusivamente, ma i cui occupanti, nel frattempo, avrebbero maturato tutti i requisiti per partecipare ai bandi di assegnazione anche eventualmente, con una sorta di diritto di acquisizione.

Per l’assessore Maraschio serve una riflessione attenta perché si tratta di un tema molto delicato.

Non si può ignorare, secondo l’assessore, che chi ha occupato abusivamente, ha commesso in origine un illecito. “E non può passare il principio che a questi soggetti si possa fare un regalo  – ha spiegato l’assessore – anche se comprendo perfettamente che esistono situazioni di grave difficoltà che hanno bisogno di salvaguardia e tutela da parte delle istruzioni”.

“Un tema complesso e pieno di insidie – ha detto il presidente Campo – che va affrontato con attenta riflessione e interventi strutturali per tentare di sanare il settore”.

La proposta di legge, lo ricordiamo, nasce per conformare l'ordinamento regionale alle disposizioni nazionali vigenti, affinché si possa prevedere in maniera inequivoca la decadenza dall'assegnazione dell'alloggio di edilizia residenziale pubblica per chi risulti condannato, anche in via non definitiva, per taluni delitti commessi all'interno della famiglia o del nucleo familiare ovvero tra attuali o precedenti coniugi o partner.

Evidenti sono le ragioni che giustificano l'intervento normativo. Esse risiedono, come le cronache testimoniano e le vicende giudiziarie comprovano, nell'esigenza di rendere operanti, anche a livello regionale, quel primigenio gruppo di misure urgenti adottate con il citato decreto-legge, che era volto a inasprire, per finalità dissuasive, il trattamento punitivo degli autori di atti di violenza contro le donne e ogni altra vittima di violenza domestica, nonché a introdurre misure di prevenzione finalizzate alla tutela anticipata delle vittime potenziali di tali condotte.

In tale quadro la presente proposta di legge è volta a evitare che di un alloggio di proprietà pubblica – acquistato o costruito con denaro pubblico e destinato a fini di pubblico interesse (edilizia agevolata per tutelare persone fisicamente o economicamente svantaggiate) – possa farsi un uso contrario alla legge destinando l'immobile a scopi illeciti, consistenti nel compimento di condotte reiterate, abituali, ai danni di persone e connotate da violenza, umiliazione, minaccia e sopraffazione fisica e morale, sovvertendone in tal modo la natura, tramutandolo sostanzialmente in un luogo di reclusione ove infierire a danno dei conviventi. In tale senso non può accettarsi che chi è vittima di un reato di violenza domestica – ad esempio, la moglie o i figli minori – debba spesso essere allontanato per venire protetto in un'apposita struttura assistenziale, mentre l'autore – già condannato – del reato possa continuare a usufruire dell'alloggio pubblico.

Alla Pdl della consigliere Parchitelli sono stati presentati 45 emendamenti, tutta materia che sarà approfondita dalla sottocommissione istituita.