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null I lavori del Consiglio regionale: la presidente Capone in apertura della seduta

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Nr.: 3504 del 12/10/2021 14:44
Sedute Consiglio

I lavori del Consiglio regionale: la presidente Capone in apertura della seduta

Un minuto di silenzio, in apertura della seduta del Consiglio regionale, in ricordo dell’on. Franco Di Giuseppe. “Il 25 settembre è morto a Chieti l’on. Franco Di Giuseppe - ha detto la presidente Loredana Capone - la politica è sempre stata la sua grande passione e missione, intesa come servizio per la comunità e per migliorare le condizioni di vita delle cittadine e dei cittadini, in particolare quelli più fragili e bisognosi. La sua vita è stata una continua testimonianza di impegno, che lascia idealmente non solo alle persone che lo hanno conosciuto e apprezzato ma a tutti noi”.
Poi il richiamo a due questioni di grande attualità: la sicurezza suoi luoghi di lavoro e i fatti terribili avvenuti a Roma lo scorso 9 ottobre.
“La nostra Puglia - ha aggiunto la presidente - da inizio anno ha perso 53 suoi figli e figlie. Sono vite che nell’esercizio di un loro sacrosanto diritto al lavoro sono state spezzate. Il nostro Paese, tutto, non può continuare a subire questo triste destino. La Puglia vuole fare la sua parte e in quest’Aula, la casa di tutti i Pugliesi, la scorsa settimana, con i capigruppo, i presidenti delle commissioni consiliari competenti, gli assessori al lavoro e  allo sviluppo economico, le sigle sindacali e datoriali, Inps, INAIL, Spesal, Anmil, abbiamo provato a fare il punto e a mettere nero su bianco le priorità d’intervento. Con un punto di partenza chiaro: davanti al diritto alla vita non c’è colore che tenga. Per questo oggi porterò in Aula una mozione che è sintesi di questo importante lavoro, impegnando la Giunta regionale ad attivare ogni opportuna iniziativa con il Governo nazionale al fine di sollecitare ogni intervento necessario per incrementare i controlli, le ispezioni e le misure per contrastare gli infortuni e le morti sui luoghi di lavoro; a completare la redazione del nuovo Piano regionale di prevenzione e di condividerlo con il Comitato regionale di coordinamento, come previsto dal DPCM del 21 dicembre 2007, assicurando tutte le forme di partecipazione previste dalla legge, al fine di una sua immediata adozione; ad individuare le necessarie risorse regionali aggiuntive al fine di consentire l’aumento delle ispezioni degli SPESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dal 5% ad almeno il 6%. Nessuno dovrà più temere per la propria vita sul posto di lavoro”.
Il tavolo di coordinamento regionale tornerà a riunirsi periodicamente per monitorare l’attuazione degli interventi.
“Azioni violente e antidemocratiche - ha poi concluso Capone - si stanno susseguendo nel nostro Paese. È evidente ormai che figure apicali appartenenti a forze eversive e reazionarie stiano cavalcando la protesta contro i vaccini e contro il green pass. Lo fanno con i loro modi violenti. Criminali. Hanno ferito 38 servitori del nostro Paese, hanno fatto irruzione nella sede di un sindacato, la CGIL e devastato barbaramente gli uffici. Dando solidarietà alla Cgil nazionale, a tutte le sedi locali e agli operatori sanitari, dobbiamo riconoscere che queste sono notizie che preoccupano e allarmano. Innanzitutto perché i vaccini e il greenpass ci stanno aiutando a venire fuori dalla pandemia e non c’è tesi antiscientifica che tenga: i numeri parlano chiaro, le curve si abbassano. E poi perché la violenza e la prepotenza di questi movimenti restituisce un’Italia che non siamo e non vogliamo essere. L’Italia non è un Paese violento e non deve diventarlo. E in questa battaglia la Puglia sarà in prima linea. Per questo oggi presentiamo una mozione per impegnare la Giunta regionale a farsi nostra portavoce al Governo e al Parlamento della richiesta di applicazione della legge di attuazione della dodicesima norma transitoria della Costituzione, per lo scioglimento di quelle organizzazioni coinvolte nei gravissimi fatti di Roma, di quelle che si ispirano al fascismo e, più in generale, di quelle che fanno apologia dei totalitarismi di qualsiasi matrice ideologica. Si tratta di un atto importante e necessario, che già in passato è stato attuato, ma non illudiamoci che da solo possa essere sufficiente. Occorre un’attività giornaliera e che tutte le forze politiche siano impegnate nell’educazione contro la violenza, nelle scuole e in tutte le formazioni sociali. Neppure lo scioglimento può bastare, dobbiamo ogni giorno educarci ed educare al rispetto al confronto. Noi che ci riconosciamo nei valori costituzionali e repubblicani non ci faremo intimidire. E non faremo mai mai un passo indietro. L’Italia non è un Paese violento e non lo diventerà. Noi tutti, maggioranza e opposizione, siamo fieri della nostra democrazia”.