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null Di Gregorio: “Caro Enrico ti scrivo: il passato di Taranto non si può cambiare. Il futuro sì”

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Nr.: 2246 del 11/06/2021 11:24
Politica

Di Gregorio: “Caro Enrico ti scrivo: il passato di Taranto non si può cambiare. Il futuro sì”

Lettera aperta del consigliere regionale del Pd, Vincenzo Di Gregorio al segretario Enrico Letta in occasione della sua visita a Taranto.
“Saluto con entusiasmo la visita a Taranto, la mia città, di Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, partito al quale mi onoro di appartenere e che rappresento in Consiglio regionale e comunale. Sarà una giornata intensa, un’occasione, spero, per conoscere ancora meglio potenzialità e problematiche dell’area ionica. 
Taranto sta cambiando. L’azione propulsiva dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Melucci, sostenuto da Regione Puglia e Governo, ha attivato progetti, iniziative, dinamiche, che hanno fatto imboccare con decisione al territorio la strada di uno sviluppo incentrato sulla cultura, sul mare, sullo sport, sull’università, sulle tradizioni, sull’economia circolare e sostenibile. Per troppo tempo i tarantini hanno subito scelte imposte dall’alto, ma questo appartiene al passato, fa parte della nostra storia e la storia non si può cambiare. Il futuro sì. 
Guardiamo al domani e Taranto chiede un domani libero da veleni, fumi, polveri della grande industria. La produzione di acciaio ha creato e crea gravissimi danni ambientali; è causa di malattie per operai e cittadini. Non vengono risparmiati i bambini che cominciano ad ammalarsi nel grembo materno oppure allattandosi dalla propria mamma. Alcune porzioni del territorio comunale sono interdette perché contaminate da sostanze tossiche e nocive. E’ uno scenario che mette i brividi ed è una pagina da chiudere al più presto. 
A queste brutture stiamo opponendo la bellezza della nostra città. 
Per questo ti chiedo, caro segretario, di accompagnare e sostenere questo processo. Anzi di velocizzarlo, se possibile. Le scelte compiute in passato non sono state felici per Taranto. Ma non è questo il momento delle polemiche. Ora è il tempo di agire. Ora possiamo porre rimedio ai nostri errori. Perseverare sarebbe diabolico e tradirebbe la fiducia di tante brave persone. 
La pandemia ha riproposto drammaticamente il tema delle strutture sanitarie. Anche in questo Taranto è stata trascurata per anni accumulando un grosso gap in termini di posti letto sul territorio. Il nuovo ospedale San Cataldo dovrebbe finalmente annullare o restringere fortemente il divario. I lavori procedono speditamente, l’ho constatato personalmente qualche settimana fa recandomi in cantiere. Ma c’è una grossa incognita che riguarda tempi e finanziamenti per l’acquisizione di apparecchiature elettromedicali, arredi e attrezzature per il completamento totale dell’ospedale. Il rischio da scongiurare è che i tempi dell’entrata in esercizio del nuovo nosocomio si allunghino costringendo un’intera provincia a subire il danno di presenze industriali ingombranti e la beffa di servizi sanitari non in linea con gli standard regionali e nazionali. Si rendano subito disponibili, quindi, le risorse economiche necessarie e si avviino le procedure di gara. E’ questione di buon senso, un valore che tutta la politica dovrebbe tenere in maggiore considerazione.
Taranto, dicevo ha voltato pagina. Si candida a capitale sportiva del Mediterraneo con i giochi del 2026 ed ambisce a diventare riferimento culturale e turistico nei prossimi anni. Questi processi hanno bisogno di azioni di supporto e soprattutto di adeguate dotazioni infrastrutturali. Ecco, caro segretario un’altra nota dolente. Trasporti e infrastrutture sono elementi importanti nella competizione tra territori. A Taranto non arrivano treni veloci, la rete stradale necessita di ampliamenti ed ammodernamenti. Per fortuna stiamo lavorando bene con il porto, come dimostrano l’arrivo di un importante operatore internazionale nel settore merci e delle navi da crociera. E poi c’è una situazione che rasenta lo scandalo: l’aeroporto di Taranto/Grottaglie. Questa struttura, benché datata e bisognosa di un profondo restyling, è funzionante ed è riconosciuta dall’Enac e dal ministero dei Trasporti quale scalo di interesse nazionale. Inspiegabilmente, però, in questo aeroporto atterranno solo voli di Stato ed i Boieng che prelevano le sezioni di fusoliera costruite nel vicino stabilimento Leonardo Spa di Grottaglie. 
L’aeroporto di Taranto non vuole entrare in concorrenza con gli scali di Bari e Brindisi su cui Aeroporti di Puglia, di proprietà della Regione, investe la quasi totalità delle risorse disponibili, ma chiede di poter svolgere la necessaria azione di supporto allo sviluppo del litorale Ionico-Salentino, ma anche (forse soprattutto) alle località a forte vocazione turistica e alle popolazione dell’arco Appulo-Lucano dell’Alto Ionio, compreso la splendida Matera. In conclusione, caro segretario ti chiedo attenzione e concretezza per questo territorio. Per tutto il resto, abbiamo già dato”. /comunicato