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null Come è NATO un Golpe: il caso Moro” – 14 maggio 2022 a Lecce.

Evento del: 14/05/2022

Come è NATO un Golpe: il caso Moro” – 14 maggio 2022 a Lecce.

Sabato 14 maggio 2022, alle ore 18,00 presso il cinema DB D’Essai, in via dei Salesiani 4 a Lecce, è prevista la proiezione del Documentario “Come è NATO un Golpe: il Caso Moro”, del regista Tommaso Cavallini, prodotto dalla società “Eguaglianza APS”.

L’iniziativa si svolgerà con il patrocinio e contributo del Consiglio Regionale della Puglia, che ha coinvolto 300 docenti e studenti degli Istituti pugliesi partecipanti ai progetti del Consiglio Regionale, rivolti a conservare la memoria storica degli avvenimenti per sviluppare un pensiero critico ed è finalizzata a favorire la conoscenza della vita, del pensiero, dell’azione e della tragica morte di Aldo Moro e di incrementare nei giovani la riflessione, la ricerca e lo studio della storia pugliese.

La proiezione sarà introdotta dall’on. Gero Grassi, Proponente della Commissione Parlamentare d’inchiesta Moro - 2 e funzionario del Consiglio Regionale della Puglia.

Il documentario è stato bloccato dalla pandemia nella sua uscita prevista il 16 marzo 2020 e ha debuttato il 26 luglio 2020 all'Horcynus Horca Festival di Messina. E' stato trasmesso su History Channel e Sky on demand. Iscritto al Donatello 2021, ha ricevuto dal ministero della Cultura la qualifica di film d'essai.

Il documentario ripercorre le ultime fasi della vita politica di Aldo Moro, dal viaggio negli States del 1974, per poi concentrarsi sul rapimento, le prigioni e l'uccisione del Presidente della DC. Una narrazione condotta dal senatore Sergio Flamigni, dall'ex magistrato Carlo Palermo, da giornalisti e autori come Marcello Altamura, Rita Di Giovacchino e Carlo D'Adamo, che si contrappone con dati di fatto alla verità ufficiale del "Memoriale": una nuova analisi balistica per fare luce sulla dinamica dell'agguato, un filmato inedito che svela la targa di un'auto di supporto in via Fani la mattina del 16 marzo 1978 di cui le indagini non hanno mai tenuto conto e la fonte"Beirut2", intervistata da Carlo Palermo, che riferisce di una foto scattata ad Aldo Moro in un cortile durante la prigionia, di come la guerra fredda era fattivamente diretta da gruppi che controllavano sia Washington sia il Cremlino, a conferma del fatto che Aldo Moro doveva morire - e non per mano delle Brigate rosse - al fine di attuare un golpe in Italia.