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null Casi gravi DCA, interrogazione Pagliaro: "Famiglie disperate. Regione attivi centro di ricovero ponte a San Cesareo di Lecce"

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Nr.: 101 del 14/01/2022 12:22
Sanità

Casi gravi DCA, interrogazione Pagliaro: "Famiglie disperate. Regione attivi centro di ricovero ponte a San Cesareo di Lecce"

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani

 "In Puglia non ci sono centri di ricovero pubblico h24 per i casi gravi di DCA, i disturbi del comportamento alimentare, e le famiglie sono costrette a portare i loro ragazzi fuori regione. Lo denunciamo da mesi, e con la nostra azione di pressing abbiamo ottenuto l’impegno dell’ex assessore alla sanità ad attivare un centro residenziale ponte nell’ex ospedale di San Cesario di Lecce, con 12-14 posti letto, in attesa del completamento della struttura definitiva nell’ex ospedale Vito Fazzi di Lecce. Quell’impegno, però, che risale a luglio scorso e che annunciava l’attivazione del centro ponte entro settembre, è rimasto sulla carta.

E allora, per poter dare risposte alle famiglie che vivono il dramma di questa malattia del corpo e dell’anima, ho presentato un’interrogazione urgente diretta al presidente-assessore alla sanità Emiliano, nella quale ricordo gli impegni presi e chiedo entro quali tempi verranno rese operative la struttura provvisoria di San Cesario di Lecce e quella definitiva di Lecce.

Non è accettabile che non si offra un’assistenza sanitaria adeguata a chi soffre di una patologia tanto grave e devastante. In Puglia i casi sono in aumento, e l’età di comparsa dei primi sintomi di bulimia e anoressia è sempre più precoce. Il rapporto malato con il cibo è il sintomo di un malessere esistenziale che richiede percorsi di cura specifici, lunghi e complessi, e può portare alla morte se non trattato in modo adeguato e tempestivo.    

In un caso su quattro di DCA, si rende necessario il ricovero perché i malati non rispondono ai trattamenti ambulatoriali o perché il disturbo diventa severo, cronico, o complicato dalla presenza di altre patologie organiche o psichiatriche. Questo devasta non solo chi ne soffre ma anche i parenti, per i quali comincia il calvario della ricerca di un centro di ricovero fuori regione che li accolga e li segua. Queste persone sono sole ed impotenti di fronte alla malattia, obbligate a lunghi e gravosi viaggi della speranza. Peraltro la mobilità passiva costa alla sanità pubblica regionale dai 250 ai 350 euro al giorno per ciascun paziente ricoverato fuori dalla Puglia. L’urgenza di attivare un centro di ricovero pubblico h24 è reale e necessita di interventi immediati, ed è quello che sollecito con la mia interrogazione”. /com