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null Approvate le linee guida per le Comunità energetiche. Trevisi: “Modello innovativo"

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Nr.: 2392 del 15/07/2020 15:09
Ambiente - Territorio - Energia

Approvate le linee guida per le Comunità energetiche. Trevisi: “Modello innovativo"

“Con l’approvazione delle linee guida per le comunità energetiche, con cui viene data attuazione alla legge regionale proposta dal M5S Puglia in materia di istituzione delle Comunità energetiche, la nostra Regione ha uno strumento in più per implementare un modello innovativo e sostenibile in grado di favorire l’autoconsumo, massimizzare il consumo locale dell’energia e abbattere i costi energetici per cittadini e imprese. Ringrazio gli uffici dell’Assessorato competente che hanno lavorato, con spirito di collaborazione, alla definizione delle disposizioni attuative.” È quanto dichiara il consigliere regionale del M5S Antonio Trevisi in seguito all'approvazione il 9 luglio scorso in Giunta delle linee guida attuative della Legge Regionale “Promozione dell’istituzione delle comunità energetiche”.
Le linee guida definiscono: i criteri per l’adozione del protocollo di intesa da parte dei Comuni che intendono proporre o procedere alla costituzione di una comunità energetica, oppure aderire a una comunità energetica esistente; i requisiti tecnici minimi per la costituzione di una comunità energetica; i criteri per la redazione del bilancio energetico delle comunità; le caratteristiche del documento strategico delle comunità; le modalità per il sostegno finanziario regionale, in prima attuazione, alla fase di costituzione delle comunità. 
“Grazie alle linee guida - prosegue Trevisi - sarà più semplice avviare l’iter di istituzione delle comunità energetiche tramite la volontaria adesione di soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di gestire un sistema energetico locale senza finalità di lucro in grado di svolgere attività di produzione e distribuzione energetica in base alle esigenze della stessa comunità. Questo modello è in linea con la normativa europea che, con la direttiva (UE) 2018/2001, mira a garantire il conseguimento di obiettivi ambiziosi di consumo di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 e introduce, tra le altre cose, la definizione giuridica di auto-consumatore (prosumer) di energia da fonti rinnovabili; l’obbligo per gli Stati Membri di autorizzare e regolare l’auto-consumo senza che esso sia soggetto a procedure e oneri sproporzionati, oltre che disposizioni dedicate allo sviluppo delle renewable energy communities. Inoltre, nella Strategia Energetica Nazionale si sottolinea che la rapida riduzione del costo delle tecnologie legate al settore delle rinnovabili favorirà l’autoconsumo e la partecipazione attiva dei piccoli consumatori ai mercati e che tale processo potrà essere sostenuto proprio dall’organizzazione di nuovi soggetti aggregatori, come le comunità energetiche. Infine, con l’ultimo DL Milleproroghe (DL 162/2019), in attesa del completo recepimento della Direttiva 2018/2001/Ue, che dovrà avvenire entro giugno 2021, sono state introdotte le basi per la creazione di comunità energetiche e sistemi collettivi di autoconsumo dando fin da subito la possibilità a tutti i cittadini di esercitare collettivamente il diritto di produrre, immagazzinare, consumare, scambiare e vendere l’energia auto prodotta. Le linee guida regionali permetteranno di dare attuazione a questo modello innovativo, eventualmente anche attraverso progetti pilota, in attesa della definizione più dettagliata del quadro normativo nazionale, per contribuire al miglioramento dei criteri di implementazione, alla definizione dei modelli di organizzazione e delle configurazioni aggregate più sostenibili, nonché alla sperimentazione di servizi aggiuntivi di cui la comunità energetica può usufruire in aggiunta al solo autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, tra i quali: fornitura di servizi aggregati alla rete nazionale, possibilità di scambi virtuali di energia fra i membri della medesima comunità, promozione della mobilità elettrica. Con le Comunità dell’energia - conclude Trevisi - il singolo utente potrà scegliere di condividere l’energia rinnovabile in eccesso, creando tanti piccoli poli di distribuzione tali da fare concorrenza ai grandi distributori nazionali. Case, uffici e stabilimenti produttivi e fonti rinnovabili saranno connessi tra loro e in grado di gestire gli scambi e i flussi energetici. Il fatto che l’energia prodotta dalle comunità energetiche sarà autoconsumata localmente, anziché essere veicolata nelle grandi reti di distribuzione e trasmissione, farà diminuire i costi di gestione e quindi gli oneri in bolletta. Con il Reddito energetico e le Comunità energetiche, che favoriscono l’evoluzione del sistema energetico da un assetto centralizzato a uno distribuito, la Regione Puglia si attesta all’avanguardia in Italia nel settore del rinnovamento energetico e della lotta ai cambiamenti climatici”./comunicato