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null Alta velocità, Pagiaro: “Sconcertanti dichiarazioni del ministro Giovannini. L’Italia non si ferma a Bari ma comincia a Lecce” 

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Nr.: 3536 del 14/10/2021 10:19
Trasporti

Alta velocità, Pagliaro: “Sconcertanti dichiarazioni del ministro Giovannini. L’Italia non si ferma a Bari ma comincia a Lecce” 

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.
“Nel Mezzogiorno il 40% delle famiglie indica difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici e la qualità del servizio offerto è più bassa. Non siamo noi a dirlo, ma Enrico Giovannini. Ci fa piacere che il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile se ne sia finalmente accorto, ma davvero c’indigna che il Governo perseveri nel suo strabismo, sentendosi in dovere di colmare il gap infrastrutturale ferroviario solo fino a Bari ed ignorando l’intero Salento. 
I fondi straordinari del PNRR – lo ripetiamo – rappresentano un’occasione irripetibile per rimediare ad un’ingiustizia che grida vendetta: l’estensione dell’alta velocità limitata a Bari, senza portarla fino a Lecce com’è sacrosanto, visto che l’Italia comincia a Santa Maria di Leuca e non finisce a Bari.
E invece no, anche queste risorse vengono concentrate su Bari, a scapito delle altre province pugliesi che subiscono l’umiliazione di trasporti di serie B. 
Ma c’è dell’altro. Quando il ministro Giovannini, che pure dichiara di voler colmare il divario infrastrutturale nord-sud, sostiene che “un certo luogo è più o meno accessibile in funzione del tempo che si impiega per raggiungere tutte le altre possibili destinazioni”, avvalora quello che noi denunciamo da sempre. E cioè che il Salento, servito da trasporti obsoleti e finanche vergognosi, non viene messo nelle condizioni di crescere e di sviluppare le sue potenzialità, prima fra tutte il turismo. Perché costringere un turista, una volta giunto a Bari su un treno veloce, a scendere per cambiare binario e prendere un convoglio ben più lento che lo porti fino a Lecce (disagio a cui sono costretti tanti pendolari e imprenditori salentini) non è certo un incentivo di marketing territoriale. È anzi una condanna a cui non smetteremo di ribellarci, rivendicando finché avremo voce il diritto all’alta velocità ferroviaria fino a Lecce”./comunicato