Agorà della Presidente

null Abbiamo il potere di cambiare le cose, basta crederci

13/07/2021

Abbiamo tutti ancora negli occhi le immagini di una domenica che rimarrà indelebile per la storia sportiva del nostro Paese. Lo sport ci racconta da sempre storie incredibili e può essere portatore di alti valori civili e morali.

La prima ha il volto di Matteo Berrettini, giovanissimo tennista nostro connazionale, che ha saputo accettare il secondo posto nella suo prima grande finale internazionale, con quel sorriso di chi sa che nella vita, come diceva Nelson Mandela, “Non si perde mai. O si vince o si impara”.  La seconda, i colori dell’azzurro e il nostro tricolore nei cieli di Londra. È l’immagine di una nazionale di calcio, fresca di vittoria del Campionato Europeo. Un gruppo che ha saputo fare gioco di squadra e che, come spesso accade nella storia sportiva (e non solo) del nostro Paese, ha saputo trovare unità, forza e determinazione davanti alle sfide più ardue. Perché l’Italia quando è unita vince. Ai nostri atleti va il saluto di tutta l’Aula consiliare, perché hanno saputo regalarci sorrisi e gioie in un tempo faticoso.

Ma queste giornate non sono caratterizzate solo da avvenimenti belli. Oggi, infatti, ricorre il sesto anniversario della morte di Paola Clemente diventata il simbolo della lotta al caporalato e allo sfruttamento nelle campagne. Proprio qualche giorno fa abbiamo voluto ricordarla proprio qui, in Consiglio regionale, in occasione del seminario con la Fondazione Maierotti sulle lotte del movimento bracciantile. Ed è per lei e per i tanti, troppi morti sul lavoro che ho voluto istituire un tavolo permanente sulla sicurezza e la legalità sul lavoro in Puglia con gli assessori competenti, le organizzazioni sindacali, Inps, INAIL e Prefettura.

Ieri, invece, è stato il quinto anniversario dell’incidente ferroviario tra Andria e Corato, costato alla Puglia 23 morti e 57 feriti. Oggi, a ridosso di questa triste ricorrenza, voglio citare le donne e gli uomini che quel giorno hanno perso la vita: Fulvio, Pasquale, Luciano, Enrico, Antonio, Donata, Albino, Giuseppe, Serafina, Alessandra, Rossella, Jolanda, Maurizio, Gabriele, Pasqua, Maria, Francesco, Salvatore, Michele, Gabriele, Giulia, Nicola e Giovanni.

Un pensiero anche al bimbo di sei anni che in queste ore lotta tra la vita e la morte al Policlinico Riuniti di Foggia dopo essere stato colpito all’addome dal proiettile di un killer che mirava allo zio in un agguato in pieno centro a San Severo. 

Ha detto bene il coordinamento provinciale di Libera: “questa terra è nostra, ciascuno faccia la propria parte”. La lotta alla mafia è una lotta che non finisce mai e deve vederci tutti coinvolti. Non può e non deve essere soltanto un’opera di repressione ma un movimento sociale e culturale, una bandiera da portare con noi tutte le volte che ci fregiamo di definirci un Paese libero. Lo dobbiamo a tutti coloro che hanno perso la vita per combatterla, lo dobbiamo ai figli di questa terra. Come canta Fiorella Mannoia: “siamo noi il confine della nostra libertà, siamo noi l’umanità, siamo il diritto di cambiare tutto e di ricominciare”. Il Consiglio regionale è impegnato in prima linea in questa battaglia con una Commissione speciale antimafia.

Abbiamo il potere di cambiare le cose, dobbiamo solo crederci.