Agorà della Presidente

null Otto marzo: primo passo verso la rete delle elette pugliesi

09/03/2021

Una rete importantissima perché mette insieme tutta una serie di funzioni che possiamo svolgere e che possono dare ulteriore lustro all’attività che ciascuna di noi compie nel proprio ruolo.
Ma al di là del lustro questa rete può darci la possibilità concreta di confrontarci sulle politiche, stabilire percorsi comuni sugli organismi di parità, per evitare sovrapposizioni e garantire la massima efficacia,
condividere progetti e buone prassi che possono essere replicati su altri territori. Ma può e deve essere, soprattutto, quel luogo in cui i fabbisogni diventano agenda, in cui potenziare le competenze, organizzare momenti di formazione e informazione, promuovere azioni comuni, attraverso cui portare le esigenze dei nostri territori all’attenzione della Regione, per modificare le leggi oppure introdurne di nuove.

Dobbiamo riconoscerlo, tanti passi avanti sono stati fatti da quando è stata istituita la Giornata Internazionale dei diritti della donna, ma quante cose restano ancora da fare? Ci sono momenti, purtroppo, in cui sembra addirittura di tornare indietro. Pensiamo, per esempio, a quanto siano aumentati i femminicidi negli ultimi anni o alla percentuale di donne che hanno perso il proprio posto di lavoro in pandemia: su 101 mila nuovi disoccupati 99 mila sono donne (fonte Istat). Quali azioni positive, allora, possiamo mettere in campo? Per le donne? Per le famiglie? Così che ci sia davvero un’emancipazione delle donne?

Essere la prima donna Presidente del Consiglio regionale significa per me lasciare un segno e voglio farlo con le donne elette in Consiglio, con cui abbiamo deciso di fare squadra e ce lo confermiamo con le azioni quotidiane, e con tutte le amministratrici di Puglia, di maggioranza e opposizione. Dobbiamo agire a 360 gradi: dal punto di vista legislativo, amministrativo, programmatico, e possiamo farlo solo se lavoriamo insieme, donne e uomini. Perché i diritti delle donne sono diritti umani.

In Puglia, purtroppo, siamo ancora molto indietro: la percentuale delle donne occupate è ferma al 32% e nei Comuni la disparità tra uomini e donne fa rabbrividire. Nei Comuni con più di 15mila abitanti abbiamo: 62 sindaci uomini contro solo 5 donne e 785 consiglieri uomini contro 306 donne. E anche in quelli più piccoli la situazione non migliora: 160 sindaci uomini contro 17 donne, 1223 consiglieri uomini contro 695.

È evidente che manca la democrazia in questi numeri.

Com’è mancata quando c’è voluto l’intervento dello Stato, sollecitato dal presidente Emiliano, in supplenza della Regione Puglia inerte sulla previsione della doppia preferenza alle elezioni regionali.

Quante volte la questione della presenza delle donne in politica viene ridotta a una battuta. Quante volte sentiamo parlare di quote azzurre. E, invece, la battaglia per la parità è ancora tutta da compiersi, a partire dall’aspetto culturale, incentivando sempre più il coinvolgimento degli uomini in questo percorso. Perché se non interveniamo con il dialogo, se non prendiamo consapevolezza che solo insieme possiamo migliorarci, non riusciremo mai a costruire un presente e un futuro migliori.

E in questa battaglia sono certa che la mia elezione all’interno del Comitato Europeo delle Regioni potrà essere utile a tutte e tutti perché mi prodigherò per l’attuazione della strategia e dell’uso dei fondi posti a base della nuova programmazione.

Con le assessore e le consigliere regionali nei prossimi giorni lavoreremo su una bozza di regolamento della rete per stabilire una governance che sia in grado, da un lato, di vigilare il profilo assembleare, dall’altro, di creare gruppi di lavoro che possano essere subito operativi.