Agorà del Presidente

null 50 anni di Regione: inaugurata la mostra in Consiglio regionale

13/07/2020

“Le Regioni non godono di buona stampa, ma si tratta di una lettura riduttiva, che non riconosce il contributo alla crescita del Paese, al netto delle diversità territoriali, caratterizzate da condizioni socio-economiche più favorevoli e da classi dirigenti più attente”. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, ha rivendicato la funzione storica di governo e rappresentanza dei territori, ha sottolineato l’attualità e rivendicato un ruolo per il futuro, aprendo la mostra sul Cinquantenario della Regione Puglia, nel giorno stesso in cui, mezzo secolo fa, si tenne la seduta consiliare inaugurale, dopo le prime elezioni regionali del 7-8 giugno 1970.
È innegabile, per Loizzo, che le Regioni abbiano “creato reti di partecipazione democratica e di confronto sociale”, sopperendo ai ritardi del governo centrale, ammortizzando le tensioni sociali e garantendo un rapporto più ravvicinato “con i corpi intermedi della società”. 
Quali che siano i giudizi sul piano storico e politico, “è bene difendere le Regioni e valorizzarle coi fatti, partendo da una più attenta selezione della classe politica: perchè l’esperienza indica tra i nemici del Sud anche una parte delle classi dirigenti meridionali”. L’augurio del presidente Loizzo è “che una più serena e consapevole lettura della storia di questo cinquantennio possa aiutare a recuperare la partecipazione attiva della comunità pugliese, per rimotivarla facendo leva sulla sua grande intelligenza e laboriosità”. Si potrà così guardare con più fiducia al futuro, in un momento drammatico come quello che sta attraversando il Paese.
La mostra (22 pannelli su temi e momenti salienti - visitabile liberamente in Gentile 52 a Bari dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18), sarà poi itinerante e si associa alle iniziative che comprendono due documentari televisivi sulla storia della Regione, pubblicazioni tematiche, attività varie, rappresentazioni. Sono tutte coordinate dalla Sezione consiliare biblioteca e comunicazione istituzionale, rivolte essenzialmente alle scuole, per valorizzare la memoria storica e identitaria della Puglia. 
Significativo il progetto di ricerca dell’Istituto Gramsci di Bari che ricostruisce con rigore storico il dibattito politico e culturale che ha accompagnato la nascita della Regione, soffermandosi sull’impegno dei partiti alla redazione dello Statuto.
Come ha fatto presente Loizzo, si tratta di un “impegno comunicativo notevole, che intende riavvicinare i cittadini all’istituzione regionale, anche attraverso il contatto diretto con le sue strutture, perché da quando il Consiglio regionale si è dotato di una sede spaziosa, moderna e funzionale, non si contano le visite guidate di scolaresche e cittadini”.
L’on. Vincenzo Sorice, sottosegretario alle poste e alla giustizia tra il 1988 e il 1992, ha portato la testimonianza diretta dei primi anni di cui è stato protagonista, come consigliere e assessore, dal luglio 1970 all’elezione alla camera nel 1983. La prima fase li ha visti “zingari”, senza sede e strutture, ospiti della sala consiliare della Provincia di Bari per le sedute. Hanno dovuto “inventarsi tutto”, ma sono stati capaci, nella stagione dello Statuto, di passare da una Regione immaginata come semplice soggetto di decentramento amministrativo ad una capace di assumere il ruolo di organo politico “legiferante, aperto alla partecipazione dei cittadini”.
Sono stati cinquant’anni di presenza al fianco dei pugliesi, ha sottolineato il presidente della Regione Michele Emiliano. Chiamato in provincia di Foggia da impegni istituzionali, ha affidato le sue riflessioni ad un breve saluto - letto dal segretario  generale del Consiglio regionale Mimma Gattulli - in cui ha citato il Capo dello Stato, ricordando che non hanno futuro le piccole patrie, le guerre tra Nord e Sud. “La libertà dei territori e l’autonomia delle comunità sono un contributo all’unità nazionale, nel quadro di una leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali”. La pandemia ha aperto scenari inediti e “ci ha ricordato - ha concluso il governatore pugliese - che la solidarietà tra persone e istituzioni è la via maestra per superare le difficoltà. Abbiamo imparato che esiste un solo mondo annodato col filo della solidarietà, che occorre curare di più e meglio l’ancora fragile organizzazione sanitaria e, soprattutto, che dalla responsabilità del nostro impegno condiviso, un nuovo inizio è possibile”. (fel)