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L’on. Fioroni in Consiglio regionale: la verità su Moro va ben oltre quella dei processi
Cronaca

L’on. Fioroni in Consiglio regionale: la verità su Moro va ben oltre quella dei processi

150 scuole pugliesi coinvolte, centinaia di docenti, migliaia di studenti, incontri, lezioni, pubblicazioni, libri, anche spettacoli teatrali: intorno alla figura di Aldo Moro il Consiglio regionale della Puglia sta sviluppando un’iniziativa articolata, che riscuote attenzione anche fuori dei confini regionali. “È un’operazione che cerca di incentivare la ricerca sulla verità nel Caso Moro e vuole mettere in moto un processo virtuoso che induca i docenti ad approfondire e i ragazzi a conoscere”, ha detto il presidente dell’Assemblea legislativa pugliese, Mario Loizzo, introducendo il decimo appuntamento del progetto “Moro Educatore”, uno dei quattro dedicati alla giura e al sacrificio dello statista pugliese.
Argomento, questa volta, l’attività di due organismi parlamentari d’inchiesta, la Commissione terrorismo e stragi, che ha lavorato dal 1994 al 2001, presidente il pugliese sen. Giovanni Pellegrino e la Commissione Moro 2, presieduta dall’on Giuseppe Fioroni e attiva nella scorsa legislatura parlamentare. È stata l’unica a produrre un atto finale approvato dal Parlamento, un risultato unanime mai aggiunto nella storia delle Camere repubblicane, ha osservato l’on. Gero Grassi, che ne ha fatto parte e conduce gli incontri del progetto consiliare.
Nel 2000 e nel 2017 si vivevano due situazioni internazionali completamente differenti, ha fatto notare. Venti anni fa, ad appena un decennio dalla caduta della Cortina di Ferro nell’Est Europa, gli equilibri non si erano ancora aperti. Le diplomazie risentivano ancora dei “non si dice” dettati durante il periodo sovietico e, come ha ricordato Grassi, “il sen. Pellegrino ha dichiarato di aver avuto l’impressione che il lavoro della commissione potesse progredire, ma che qualcuno abbia avuto ancora l’interesse a bloccarlo”.
Contesto diverso per la Moro II, “la più grande bicamerale della storia del Parlamento italiano e dire che nessuno aveva scommesso un euro, che potesse avvivare a qualcosa di concreto, come invece ha fatto”, ha detto con orgoglio l’on. Fioroni, ministro dell’istruzione nel Governo Prodi 2006-2008. Tuttavia, tra i tanti passi avanti verso una verità più vicina a quella reale che a quella “di comodo” cristallizzata negli atti processuali, tra le tante situazioni affrontate in quattro anni e mezzo di lavoro ci si è dovuti misurare con la “stranezza” di un silenzio stampa, un “embargo” della cronaca che ha di fatto lasciato all‘opinione pubblica ancora la sola “verità fallace” raccontata nelle sentenze.
Resta il dato storico, per Fioroni, che Aldo Moro ha rappresentato il tentativo di avviare un percorso rigenerazione della democrazia interna e della politica estera del Paese, frenato con la forza.
Il pensiero di Moro, ha ribadito il presidente del Consiglio regionale pugliese Mario Loizzo, “oggi ci è utile come non mai per raddrizzare la deriva di un impoverimento culturale e civile molto grave della nostra società, che esprime odio e aggressività più che voglia di cresce e progredire. E la scuola è decisiva per invertire questa regressione la e sconfiggere l’ignoranza che l’ha creata”.
Assente giustificato, per impedimenti, il sen. Pellegrino. Hanno assistito numerosi studenti, provenienti soprattutto dal liceo Da Vinci di Noci, dal polo liceale Silos-Fiore di Terlizzi e dall’Istituto Aldo Moro di Trani. (fel)
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