Home / Comunicazione / Agenzia di notizie / 
Randagismo, Pellegrino: “Buon testo, ma spetti alle Asl e non ai Comuni il recupero degli animali”
stemma crp puglia notizie

Direttore Responsabile: Francesco Lillo
Redazione: Via Gentile, 52 - 70126 Bari - Tel 080.540.2296 - 2366
Posta Elettronica: ufficiostampa@consiglio.puglia.it - Sito Web: http://www.consiglio.puglia.it
Iscritto al Registro Pubblico della Stampa del Tribunale di Bari in data 25/02/2003


Nr.: 2434 del
Commissioni

Randagismo, Pellegrino: “Buon testo, ma spetti alle Asl e non ai Comuni il recupero degli animali”

“Dopo anni di attesa abbiamo finalmente una legge abbastanza buona. Su un fenomeno per il quale non bisogna abbassare la guardia né tantomeno lasciarsi guidare dall’improvvisazione. Ora dall’esame in Consiglio Regionale mi aspetto un dibattito che possa migliorare ancor di più il testo”.

Così il presidente de La Puglia con Emiliano Paolo Pellegrino, sul via libera in III Commissione Sanità al disegno di legge sul randagismo con la contestuale abrogazione dell’ultima legge risalente al 1995.

“Sono particolarmente soddisfatto – spiega Pellegrino – perché il ddl presentato dalla giunta regionale risolve il tema più delicato del randagismo accogliendo la mia impostazione, già presente in una apposita mia pdl (ancora oggi all’esame del Consiglio). Tale impostazione infatti prevede che sulla cura e sull’accoglienza degli animali prevalga un sistema di gara pubblica che premia non il ribasso economico, ma la qualità del servizio offerto. Nel recente passato non a caso i ribassi di gara hanno determinato pessimi servizi a danno degli animali”.

Ma Pellegrino su un punto osserva: “È rimasto purtroppo ancora inevaso il delicatissimo tema dell’attribuzione di competenze per la cattura dei randagi. Il testo del governo regionale prevede che tale competenza sia in capo ai Comuni; la Commissione Sanità invece e alcuni sui commissari, me compreso, ritengono opportunamente che tale aspetto vada approfondito in aula e che debbano essere le Asl ad organizzare le attività di recupero. Sono le Asl ad avere già le competenze e le unità, si pensi ai servizi veterinari, per provvedere a tali incombenze e a tutto ciò che serve dopo il recupero di un randagio. Affidarle ai Comuni significherebbe invece aumentare i costi per i continui ricorsi ai privati e creare una gigantesca confusione”.

“Inoltre – aggiunge Pellegrino – ritengo che l’obiezione secondo la quale la cattura dei randagi non rientri tra i Lea non mi sembra calzante, in quanto il sistema dei Lea come delineato dall’ultimo decreto ministeriale implica, non a caso, l’attribuzione proprio alle Asl del recupero degli animali randagi sui territori”./com

 


Top