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Buon lavoro, cara Cgil
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Buon lavoro, cara Cgil

Da "La Gazzetta del Mezzogiorno" di martedì 22.01.2019

La scelta della Cgil di svolgere il suo 18° Congresso Nazionale a Bari onora l’intera comunità pugliese. Sono passati 46 anni da quell’8° congresso svoltosi in città, nel quale la Cgil affrontò il tema della democrazia, dell’unità sindacale e di un nuovo corso economico e sociale, con l’obbiettivo di saldare la grave frattura che divideva il Mezzogiorno dal resto del Paese.
E nella enorme sala della Fiera del Levante, in quelle giornate di luglio, si respirò la passione di una grande organizzazione democratica che parlava al Paese di unità sindacale, di lotta al terrorismo, di solidarietà internazionale (era la stagione del Viet Nam) di dignità del lavoro, di Mezzogiorno. Dopo quattro decenni, pur in un contesto storico profondamente modificato, quei temi cruciali sono ancora una volta al centro dell’impegno sindacale e perciò la scelta di Bari si conferma per davvero come un segnale di attenzione verso l’intero Mezzogiorno.
In questi anni, il ritardo delle regioni meridionali rispetto a quelle del centro nord si è ulteriormente ampliato a causa dell’indebolimento della struttura produttiva e infrastrutturale, per la continua riduzione degli investimenti e per le mancate sinergie tra Nord e Sud che ne hanno ostacolato la crescita. Ma, com’è noto da anni, esistono molti Sud e la Puglia ha recuperato molto in questi anni, scalando cospicuamente le graduatorie dello sviluppo, con la ripresa del Prodotto interno lordo, della occupazione e dell’export, del dinamismo delle Pmi che hanno investito più dei grandi gruppi industriali, con l’aumento della spesa per la ricerca e con un export in crescita di oltre 11 punti rispetto a 10 anni fa.
Sono questi i risultati che più ci inorgogliscono, accanto ai tanti riconoscimenti che ci considerano come una tra le più belle regioni del mondo.
Questi risultati, però, convivono con autentiche emergenze sociali e ambientali, di fronte alle quali l’intera comunità pugliese, in particolare la Cgil e tutto il sindacato pugliese, si confrontano, spesso con asprezza, dimostrando un coraggio senza pari.
Questioni complesse come la xylella, la Tap, le trivelle, l’Ilva, appesantiscono il ritmo della vita istituzionale e politica di questa regione, ma non ne indeboliscono la volontà di farvi fronte con coraggio e determinazione. Purtroppo, il quadro politico nazionale, non induce all’ottimismo, perché il patto di governo, basato su compromessi demagogici, si sta rivelando paralizzante per la società e per l’economia del Paese.
Mai come in questo momento, servono voci alte e forti per impedire che il Sud venga ghettizzato da una cultura assistenziale e pauperista, che scambia i diritti con l’elemosina e lo sviluppo con l’assistenzialismo; e mai come in questo momento, occorre impegnarsi perché il Nord non venga riconsegnato alle mene secessioniste che lo hanno contrassegnato nei decenni scorsi.
Ma un altro pericolo si sta profilando per il futuro del Paese e segnatamente del Mezzogiorno: il dibattito sull’autonomia, più o meno spinta, che rischia di rappresentare il prologo di un processo di disgregazione del Paese. E’ vero che presenta alcune peculiarità positive: ma il contesto politico nel quale sta muovendo i primi passi, si sta rivelando assai pericoloso ed inaffidabile perché è caratterizzato, se non da un aperto livore secessionista, quantomeno da un gretto pensiero mercantilista.
Un accordo siglato tra appena tre regioni e un governo per giunta agli sgoccioli, non può essere spacciato come una svolta epocale, e l’ossessione risarcitoria di alcune regioni del nord, nella migliore delle ipotesi, finirà per cristallizzare gli attuali problemi, congelando le distanze tra nord e sud, per poi aggravarle definitivamente. Occorre perciò prepararsi per battaglie di lunga durata e il mondo sindacale dovrà essere parte essenziale di queste battaglie.
E dunque buon lavoro alla Cgil, con la speranza che un suo rinnovato impegno, ci aiuti ad affermare definitivamente l’idea per cui il Sud non rappresenta un peso per l’Italia, ma costituisce l'unica vera porta che può essere ancora aperta per entrare nel futuro del Paese.


Mario Loizzo
Presidente del Consiglio regionale della Puglia
già segretario generale della Cgil Puglia (1995-2000)
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