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City school, Longo: "Necessario sviluppare nuovi percorsi formativi di urban management"
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Nr.: 3971 del
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City school, Longo: "Necessario sviluppare nuovi percorsi formativi di urban management"

Si è svolto oggi a Bari, nell’Aula Magna dell’Ateneo, un incontro di lavoro sulle City School e le necessità di sviluppare nuovi percorsi formativi di urban management. Sono intervenuti, tra gli altri, Antonio Felice Uricchio, rettore dell'Università degli Studi di Bari “'Aldo Moro”; Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente ANCI; Francesco Lorusso, dirigente del Convitto Nazionale Cirillo; Gianfranco Dioguardi, presidente onorario della Fondazione Dioguardi; Simonetta Armondi, docente presso il Politecnico di Milano; Francesco Maggiore, presidente della Fondazione Dioguardi.

In proposito il vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, Peppino Longo si è detto “convinto della necessità della formazione di una nuova classe dirigente e della forza dei nostri giovani che appaiono davvero avanti, proiettati verso una visione della società che vuole innovare piuttosto che distruggere, con un approccio alla vita di comunità che può favorire quei percorsi formativi di urban management, ovvero quelle nuove figure professionali che – concordo con Gianfranco Dioguardi e Simonetta Armondi – possono essere in grado di contrastare e correggere i fenomeni di degrado, sociale e culturale che investono le città. Da qui quindi, il mondo della scuola, gli studenti, gli insegnanti, i genitori, le istituzioni devono incamminarsi insieme nel percorso della costruzione di un'etica civile rinnovata che non può prescindere da una attenta impostazione alla base delle conoscenze. Del resto il mio fermo convincimento è che tra i compiti che spettano ai rappresentanti delle istituzioni – oltre al quotidiano governo del territorio – vi sia quello indifferibile di offrire quanto vi è a disposizione per la crescita di una consapevolezza comune che indichi la strada di un futuro migliore, facendo tesoro delle esperienze positive e delle conoscenze negative”. Longo ha citato le questioni legate alla mobilità sostenibile che “sta divenendo sempre di più uno degli argomenti di maggiore dibattito nell’ambito delle politiche ambientali locali, nazionali e internazionali. A titolo orientativo ricordo che il settore dei trasporti produce oltre il 49% delle emissioni di polveri sottili (PM10) in Italia, di cui oltre il 65% di queste deriva dal trasporto stradale. Il miglioramento di tale sistema, in particolare in ambito urbano, rappresenta una delle priorità per i paesi che vogliono favorire una migliore qualità della vita dei cittadini, in termini di relazioni sociali e culturali, in ambito locale, nazionale e internazionale e nel creare nuove opportunità economiche. È necessario diffondere una vera e propria scienza della mobilità sostenibile per promuovere e sperimentare nuove modalità di trasporto con particolare attenzione ai contesti urbani. Oggi più che mai capitale umano e competenze costituiscono risorse chiavi di crescita economica e sociale, capaci di produrre effetti sull’incremento della qualità della vita attraverso la capacità di adottare e stimolare nuove tecnologie, nuovi prodotti, servizi e innovazione. Un vero investimento in termini di crescita professionale e personale per cambiare, per raggiungere meglio i propri obiettivi ed i traguardi organizzativi ed evolvere in termini di conoscenze, capacità ed atteggiamenti. Un percorso che nell'ambito dell'educazione alla vita deve necessariamente coinvolgere gli studenti fin dai primi passi nel mondo della scuola”. /com


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