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PSR bloccato, M5S: “Commissione per verifica in contraddittorio e nessun premio ai dirigenti del Dipartimento”
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Nr.: 3530 del
Agricoltura

PSR bloccato, M5S: “Commissione per verifica in contraddittorio e nessun premio ai dirigenti del Dipartimento”

Piove sul bagnato sulla questione PSR in Puglia. Mentre l’AGEA ha comunicato che la Puglia è all’ultimo posto fra le Regioni meno sviluppate, il TAR Puglia ha accolto la richiesta presentata da alcune aziende agricole di sospensiva della graduatoria per i progetti ammessi ad accedere alla fase istruttoria del bando per misura 4.1.A del PSR. Sulla questione intervengono nuovamente i consiglieri regionali del M5S che interrogano l’assessore Di Gioia:
“Ci chiediamo se l’assessore Di Gioia - commentano i consiglieri Laricchia, Barone, Casili e Di Bari del Movimento 5 Stelle - sia consapevole del danno arrecato alle aziende del settore agricolo sia in termini di sviluppo sia economico, posto che le stesse sono state costrette a sopportare costi non preventivati, ad anticipare delle somme ed eventualmente anche a far fronte ad esposizioni bancarie. Come la Regione attuerà l’ordinanza del TAR? Nell’interrogazione chiediamo inoltre se, in seguito all’ordinanza si sia valutato di istituire una commissione che verifichi, in contraddittorio con le aziende, le domande che alla luce dei controlli sono risultate fuori dai parametri; quali azioni la Regione intenda porre in essere per dare attuazione a quanto disposto dal TAR Puglia e rispetto ai piani ritenuti non congrui se vi saranno sanzioni a tutela dell’interesse pubblico; se la Regione abbia intenzione, a fronte degli errori dell’Avviso, nelle more e qualora fosse confermata la posizione del TAR Puglia, non erogare i premi per i dirigenti del Dipartimento del Settore Agricoltura; se sia stato valutato e quantificato il costo per la Regione, determinato da tale errore, e se ciò avrà ripercussioni anche nei confronti della Commissione Europea e se, e in che termini, compromette la Programmazione degli investimenti agricoli 2014-2020. Se per il futuro e la successiva programmazione la Regione non intenda valutare di inserire il POR sotto il coordinamento dell’Autorità di Gestione POR FERS – FSE 2014-2020”.
Il TAR Puglia, nel riconoscere l’illogicità delle modalità di utilizzo del parametro di valutazione denominato Incremento performance economiche (Ipe), ai fini della formazione della graduatoria finale, ha disposto, nelle more della discussione di merito fissata per il 4 dicembre 2018, che la Regione “dovrà riconsiderare il valore di performance economica medio ricalcolandolo al netto di quelle domande per le quali dovesse essere confermata la non conformità dei dati, al solo fine di valutare il possibile ripescaggio dei ricorrenti per un’eventuale collocazione in graduatoria, previa verifica della regolarità dei dati dagli stessi dichiarati”. Il TAR, nello specifico ha rilevato che l’utilizzo della media della redditività dei business plan ‘presentati’ per valutare le singole domande è risultato viziato. Nell’ordinanza emerge che il 73% delle "domande ammesse" alla fase successiva dovrà essere verificato in contraddittorio, poiché presentano dati aziendali dichiarati non conformi al fine dell’attribuzione dei punteggi previsti dal criterio di selezione agronomico ed economico.
“Continuiamo a sostenere - concludono i cinquestelle - che di fronte ad una tale ‘sciagura’ per le aziende agricole di una regione, l’assessore dovrebbe dimettersi per lasciare il posto a qualcuno in grado di provare a rimediare per quanto possibile. Il PSR è il principale strumento di programmazione e di finanziamento del sistema agricolo ed agroalimentare pugliese e non può essere gestito in modo talmente superficiale”./comunicato
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