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Consorzi di bonifica. M5S: “L’obiettivo della legge di riforma è far passare la gestione irrigua ad AqP?”
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Nr.: 3033 del
Commissioni

Consorzi di bonifica. M5S: “L’obiettivo della legge di riforma è far passare la gestione irrigua ad AqP?”

“A distanza di un anno e mezzo dall’approvazione della legge sui Consorzi di bonifica, l’impressione è che questa norma produrrà un solo risultato: non permettere ai consorzi di raggiungere pareggio di bilancio entro il 31/12/2018 in modo da far passare la gestione irrigua ad AqP.” Lo dichiarano i consiglieri del M5S Cristian Casili e Marco Galante in seguito alle audizione in IV Commissione agricoltura del Borzillo e dell’assessore all’agricoltura Di Gioia. “Non si può andare avanti in questo modo - proseguono - per questo abbiamo chiesto al Presidente della Commissione Pentassuglia di impegnarsi affinché domani venga discussa con la massima urgenza la mozione che abbiamo presentato lo scorso maggio per istituire un tavolo tecnico permanente sui Consorzi che affronti la questione acqua e la messa in sicurezza dei territori. Non possiamo affrontare queste problematiche solo in Commissione, serve un confronto continuo che porti a dei risultati”.
L’assessore in Commissione ha parlato, spiegano i cinquestelle, di una situazione ideale, che è quella del Consorzio Capitanata e Gargano per il quale sono stati stanziati 42 dei 60 milioni di euro già cantierabili del Patto per la Puglia, mentre gli altri tre Consorzi di Stornara e Tara, Terre d’Apulia e Ugento-Li Foggi vivono una situazione di sofferenza.
“Il consorzio della Capitanata - proseguono Casili e Galante - è riuscito a presentare il maggior numero di progetti da finanziare per il recupero delle reti irrigue perché è il solo ad avere personale in grado di poterli materialmente elaborare, mentre gli altri consorzi sono costretti a rivolgersi all’esterno. È assurdo che alcuni di questi progetti, presentati da due anni, siano ancora fermi alla fattibilità e non sia stata fatta alcuna gara per l’affidamento dei lavori. Nel frattempo - incalzano - siamo arrivati a settembre e ancora non si sa, nonostante la legge lo preveda, se verranno raggiunte 151 giornate per gli operai stagionali; continua inoltre ad esserci disparità nel prezzo dell’acqua che gli agricoltori devono pagare ai Consorzi e le promesse di Emiliano sul riutilizzo dei reflui urbani in agricoltura sono rimaste lettera morta. Come fanno gli agricoltori ad accettare di pagare tre annualità del contributo 630 senza iniziare avere la certezza che inizino i lavori? Serve - concludono - un grande piano d’investimenti per la messa in sicurezza del territorio. I cittadini non possono più attendere”./comunicato
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