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VI Commissione, la audizioni sul Programma 2018 della Commissione europea. Iniziative sulla immigrazione
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Nr.: 2471 del
Commissioni

VI Commissione, la audizioni sul Programma 2018 della Commissione europea. Iniziative sulla immigrazione

Con l'agenda europea sull’immigrazione del 13 maggio 2015 la Commissione europea ha proposto una strategia di vasta portata per far fronte alle sfide immediate poste dalla crisi in corso e per dotare l'UE di strumenti che le consentissero di gestire meglio la migrazione a medio e lungo termine in relazione alla migrazione irregolare, alle frontiere, all'asilo e alla migrazione legale.

Sebbene gli sforzi comuni abbiano continuato a dare risultati l'attuale pressione migratoria rende la situazione ancora precaria, come testimonia il recente aumento degli arrivi lungo le rotte del Mediterraneo orientale e occidentale. Questo significa che l'UE nel suo complesso deve fare prova della necessaria vigilanza e preparazione per rispondere ai picchi stagionali e ai cambiamenti di pressione, in particolare da una rotta all'altra.

Colmare la persistente carenza di mezzi della guardia costiera e di frontiera europea, migliorare i rimpatri, promuovere il reinsediamento e proteggere meglio i migranti lungo le rotte. Sono questi secondo la Commissione gli aspetti per i quali occorre rafforzare la risposta dell'UE.

Questo il tema, a grandi linee, affrontato nella VI Commissione del presidente Domenico Santorsola, con le audizioni della presidente della Commissione immigrazione dell’Anci Irma Melini, il Garante per i minori, Ludovico Abbaticchio, la presidente della Commissione pari opportunità Patrizia Del Giudice ed il professore di diritto Costituzionale, Raffaele Rodio.

Nel corso dei primi mesi del 2018 –riferisce la Commissione -  la tendenza alla diminuzione osservata nel 2017 si è confermata nel Mediterraneo centrale, con dati relativi agli arrivi inferiori del 77% rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2017.

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera sostiene le guardie di frontiera nazionali mediante lo spiegamento di circa 1 350 esperti lungo tutte le rotte migratorie. Considerato l'aumento della pressione migratoria, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è pronta a rafforzare la sua presenza alla frontiera terrestre tra la Grecia e la Turchia.

Sussistono tuttavia – ad avviso della Commissione -  persistenti e importanti carenze in termini di personale e attrezzature dell'Agenzia europea della guardia di frontiera costiera, al punto che meno della metà delle attuali esigenze operative possono essere soddisfatte.

La proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine rafforza significativamente i fondi destinati alla gestione delle frontiere esterne, comprese le risorse aggiuntive destinate a rafforzare la guardia di frontiera e costiera europea con un corpo permanente di 10 000 agenti.

L'UE prosegue la sua azione per affrontare le cause profonde della migrazione, proteggendo nel contempo i migranti lungo le rotte e offrendo soluzioni alternative alla migrazione irregolare:

- Rimpatri volontari dalla Libia: con il sostegno dell'UE, nel 2018 l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) ha aiutato oltre 6 185 persone a ritornare volontariamente nel proprio paese dalla Libia. La task force congiunta UA-EU-UN continua a collaborare con le autorità libiche per porre fine al trattenimento sistematico dei migranti, compresi i minori. Ad oggi questi sforzi hanno permesso di porre fine al trattenimento di più di 1 000 rifugiati.

- Evacuazioni di emergenza: 1 152 persone sono state evacuate dalla Libia in Niger nell'ambito del meccanismo di transito di emergenza per essere reinsediate in Europa. 108 di loro sono state già reinsediate in Francia, Svezia o Svizzera. Occorre ora che le segnalazioni dell'UNHCR vengano accelerate per accelerare i trasferimenti verso gli Stati membri dell'UE. L'UE sostiene questo sforzo con 20 milioni di euro.

Nel 2017 è stata data effettiva esecuzione solo al 36,6% dei provvedimenti di rimpatrio; è quindi necessario fare di più - sostiene la Commissione - per aumentare i rimpatri dei migranti che non hanno il diritto di soggiornare nell'UE. Nel 2018 l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha aiutato ad organizzare 111 operazioni di rimpatrio, ma gli Stati membri dovrebbero fare un uso maggiore del mandato rafforzato dell'Agenzia in materia di rimpatrio. Sono stati compiuti notevoli progressi per quanto riguarda il miglioramento della cooperazione in materia di rimpatrio con i paesi di origine, con la conclusione negli ultimi mesi di modalità pratiche e negoziati in corso.

Nell'ambito del nuovo programma di reinsediamento della Commissione, 20 Stati membri si sono impegnati per oltre 50 000 posti, per i quali sono già state trasferite 4 252 persone. La Commissione invita gli Stati membri a realizzare il 50% degli impegni di reinsediamento entro ottobre 2018.

Questo il contesto generale nel quale ci muoviamo.

Irma Melini ha messo a fuoco il programma dei Comuni. Un sistema di welfare importante per l’accoglienza di secondo livello. In Puglia nel 2018, abbiamo avuto 12.195 richiedenti asilo, con un coinvolgimento del 35% dei Comuni interessati al progetto di accoglienza di secondo livello.
I flussi sono notevolmente diminuiti, ha spiegato Melini e con l’intervento dei Comuni si punta l’obiettivo anche alla integrazione, Per i Comuni che aderiscono a questo sistema vi è naturalmente un ristoro.
In questo modo si riesce a d’intercettare minori e donne che potrebbero essere vittime delle tratte.

Il Garante dei minori, Ludovico Abbaticchio ha sottolineato che dal punto di vista degli ingressi di minori si parla di una percentuale del 92% circa di presenze maschili rispetto a quelle femminili.
Si tratta di minori fra i 7 anni ai 17 anni al 94% .
“Serve per loro un percorso di accoglienza ed integrazione nell’ottica di trattenere questi minori nel nostro Paese perché diventino cittadini italiani. Investimenti economici che ci consentano di guardare con serenità questo fenomeno” – ha detto. La circostanza fondamentale per Abbaticchio è quella di sconfiggere il sistema che intende portare minori sulla strada della criminalità.

Sul tema della tratta delle ragazze è importante, secondo Abbaticchio che si facciano accertamenti sulla reale maggiore età delle donne che vengono accolte, anche in questo caso per sottrarle ad un futuro di prostituzione.

Sul tema della prostituzione, particolare sensibilità e attenzione è stata manifestata dalla presidente della Commissione pari opportunità, Patrizia Del Giudice. “Una prostituzione molto violenta e degradante  - ha detto la presidente Del Giudice -  un vero massacro. Un giro d’affari lucroso per organizzazioni criminali che, senza alcuna remora, riducono in vera schiavitù persone delle quali, probabilmente, neanche si conosce l’esistenza in quanto clandestine”.

Secondo Raffaele Rodio, docente di diritto Costituzionale in realtà dovrebbe esistere solo la figura del migrante richiedente asilo. “L’unica figura esistente consentita dalla nostra Costituzione, stranieri, cioè, che fuggono da condizioni antidemocratiche, dove sono lesi i fondamentali diritti umani”.
Il doppio binario previsto dalla Costituzione riguarda i richiedenti il visto . Il campo d’azione della Regione in termini di competenze riguarda solo tematiche residuali ma non per questo poco importanti: istruzione e sanità, per esempio, ha chiuso il professor Rodio.

 

pat.sga
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