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Ricordato in Consiglio regionale il critico cinematografico Vito Attolini
Storia - Cultura

Ricordato in Consiglio regionale il critico cinematografico Vito Attolini

Vito Attolini, una vita al servizio della cultura, vissuta intensamente con il cinema e per il cinema. Il Consiglio Regionale della sua Puglia ha dedicato un ricordo al grande critico cinematografico. Ad un mese dalla scomparsa, l’11 dicembre 2017 all’età di 86 anni, la Sezione consiliare biblioteca e comunicazione istituzionale e l’Associazione “Attraverso lo spettacolo”, che Attolini ha contribuito a fondare, hanno riunito amici e colleghi per un incontro in ricordo di “una delle personalità più importanti della cultura pugliese”, ha detto il presidente dell’Assemblea regionale. “Un tributo doveroso – ha continuato – un momento di riflessione e di omaggio dedicato ad un critico prestigioso, un uomo di cultura appassionato, uno scrittore e giornalista”, che ha curato diversi libri e collane di cinema edite dalla biblioteca consiliare “Teca del Mediterraneo”.
Il presidente del Consiglio regionale ha ringraziato la famiglia per la disponibilità dichiarata a collaborare con la “Teca” per la catalogazione nell’Archivio storico regionale dello spettacolo dell’ingente fondo documentale raccolto da Vito Attolini. “Una miniera di notizie e di cultura che rafforza il patrimonio culturale che vogliamo mettere a disposizione di tutti” e che va destinato in particolare ai giovani. Oggi “hanno bisogno d’essere aiutati a maturare uno spirito critico per poter distinguere i tanti contributi positivi dai non pochi contenuti negativi che circolano nel web”, ha fatto presente.
Attolini è stato celebrato in maniera sentita e non retorica da alcuni amici stretti e colleghi, davanti ad una platea di parenti e conoscenti, coetanei ma non solo.
Alfonso Marrese, presidente di “Attraverso lo spettacolo”, ha ricordato lo “sguardo critico straordinario, pieno di passione e intelligenza”. Per il sociologo Giandomenico Amendola, Attolini è tuttora “simbolo ed espressione dei una generazione, quella dei giovani negli anni Sessanta, accomunata dall’amore per la lettura, la storia, il cinema e la politica”. Una generazione che ancora guardava al futuro con speranza.
Il giornalista Oscar Iarussi lo aveva come collaboratore e firma di “articoli impeccabili” delle pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno e non dimentica la “generosità intellettuale, il tratto amichevole, la disabilità al contato e al consiglio”. Egidio Pani, operatore culturale, critico teatrale e giornalista, ha aperto il suo commosso commiato ricordando che “con Vito si parlava di cinema, ma soprattutto di politica e comunque di tutto”.
Franco Chieco, critico musicale, grande firma della “Gazzetta” e amico di sempre, in una comunicazione scritta ha parlato dell’intellettuale a tutto tondo, “esperto di cinema, melomane, amante del teatro, appassionato di Nino Rota. È stato tra i primi a contestare il giudizio sbrigativo di chi considerava le colonne sonore un semplice accompagnamento: quelle del compositore e maestro romano per Vito Attolini erano un ulteriore protagonista della sceneggiatura, al pari dei personaggi principali. (fel)
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