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Puglia e Piemonte nel segno di Nicola e Bart: “NO a chi soffia sul fuoco del razzismo”
Migrazioni

Puglia e Piemonte nel segno di Nicola e Bart: “NO a chi soffia sul fuoco del razzismo”

Nicola Sacco da Torremaggiore (FG), Bartolomeo Vanzetti da Villafalletto (CN): a novant’anni “dall’ingiusta esecuzione”, Puglia e Piemonte unite dalla storia e dal ricordo. Nell’Aula del Consiglio regionale della Puglia si è celebrato il secondo atto, dopo quello di ottobre a Palazzo Lascaris, sede a Torino del Consiglio regionale piemontese.
Questa volta è toccato alla Puglia ospitare a Bari il convegno “Processi migratori e immigratori nella storia dell’ultimo secolo tra accoglienza, pregiudizio, intolleranza e razzismo”, nell’ambito del progetto biennale promosso dalle due Assemblee legislative, in collaborazione con la Fondazione torinese “Giorgio Amendola” .
A fare gli onori di casa in Puglia il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo. Ricordare “due autentici martiri dell’intolleranza e dell’odio razziale” come Sacco e Vanzetti, vuol dire affrontare uno dei fenomeni sociali più complessi del nostro Paese e della nostra Regione, dal passato al presente.
Puglia e Piemonte hanno caratterizzato la grande emigrazione italiana transoceanica tra ‘800 e ‘900 e sono tornate a legarsi nella grande emigrazione interna del secondo dopoguerra dal Mezzogiorno verso le aree industriali del Nord. I pugliesi sono al primo posto tra le comunità di immigrati italiano a Torino e in Piemonte.
Oggi, però, parlare di emigrazione italiana assume un significato quasi sovversivo. Ricordare “il calvario affrontato da milioni di italiani in terre lontane è un ‘contenuto sovversivo della memoria - ha detto Loizzo, citando Marcuse – che scatena reazioni infastidite delle forze che preferiscono ignorare quelle sofferenze, per non confrontarsi con la drammatica realtà dei flussi migratori odierni. Preferiscono agitare inesistenti invasioni, alimentare un clima di intolleranza e contrastare gli sforzi di istituzioni e cittadini che affermano invece i valori dell’integrazione”.
Ma l’egoismo sociale “di chi soffia sul fuoco dell’odio e dell’intolleranza razzista non rende un servizio al Paese, alla sua storia e soprattutto al futuro dei suoi giovani, molti dei quali, a loro volta, hanno iniziato ad emigrare all’estero in cerca di nuove e più dignitose opportunità di lavoro”, ha sottolineato il presidente Loizzo. .
In aula consiliare le nuove generazioni erano parte attiva, rappresentate dal parlamentino dei Giovani in Consiglio e dalle allieve e allievi della media “Padre Pio” di Torremaggiore e dell’istituto comprensivo “Grimaldi” di San Paolo di Civitate, che hanno aperto il convegno con l’inno nazionale e l’inno d’Europa (Orchestra e coro “Terre Federiciane” e Associazione culturale musicale “Mozart”).
Sono intervenuti il presidente della Fondazione Amendola Prospero Cerabona, il direttore dell’Ipsaic pugliese Vito Antonio Leuzzi e docenti e studiosi, alla presenza, tra gli altri, di due nipoti di Sacco e Vanzetti e di rappresentanti delle Filef (Federazione lavoratori emigrati e famiglie) pugliese, piemontese e nazionale.
Nell’antisala, è stata allestita una mostra iconografica curata dai ricercatori del Comitato Scientifico della Fondazione Amendola. (fel)
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