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Zone economiche speciali, Longo: “Puglia beffata”
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Nr.: 5544 del
Politica

Zone economiche speciali, Longo: “Puglia beffata”

“Il decreto legge del 20 giugno 2017, n.91, recante disposizioni urgenti per la crescita del Mezzogiorno, tra l’altro prevedeva l’istituzione delle cosiddette Zes, le zone economiche speciali, che hanno la finalità di fare beneficiare di particolari condizioni, in particolar modo dal punto di vista fiscale e organizzativo, le aziende insediate sui territori interessati, sia quelle già esistenti sia quelle nascenti proprio a seguito della maggiore attrattività degli investimenti indotta dalle Zes stesse. Doveva essere un’occasione per il Sud e la Puglia in particolare. La Regione, come ha spiegato l’assessore allo Sviluppo economico Michele Mazzarano, era pronta per la realizzazione del Piano Strategico, e invece con una puntualità esasperante e sospetta è arrivata la doccia fredda dei 30 chilometri quadrati che la Puglia dovrà dividere tra due porti Core, cioè strategici nella rete trans europea delle Zes, ovvero la stessa superficie ottenuta dalle altre regioni con un porto solo”. E’ quanto sottolinea il vicepresidente del Consiglio regionale Peppino Longo che chiede di rivedere i criteri adottati dal Governo centrale.
“Ancora una volta lo sviluppo del Sud finisce in secondo piano, con un’assurda politica che invece di rilanciare l’economia del Mezzogiorno, sembra volerla penalizzare evidentemente non tenendo in alcun conto né la condizione di svantaggio competitivo della Regione interessata, né le sue potenzialità di sviluppo da associare alla istituzione di una Zes, né il dato infrastrutturale complessivo in cui la Regione versa , né il tessuto economico locale, né, ancora, il livello di benessere. Né infine la peculiarità della Puglia che guarda ai mercati del Sud e dell’Oriente”./comunicato

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