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Ilva: la salute dei tarantini non è negoziabile, è questo che conta
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Ilva: la salute dei tarantini non è negoziabile, è questo che conta

La vertenza dell’Ilva di Taranto, ripropone ancora una volta, spesso in modo strumentale, il vecchio contrasto tra le ragioni del lavoro e dello sviluppo, e quelle della salute e dell’ambiente.
E’ del tutto fuori discussione il fatto che l’occupazione e la produzione dell’acciaio siano due componenti fondamentali della economia e della società non solo pugliese. Ma il vecchio schema politico secondo cui prima si interviene nei processi e poi, se ci sarà tempo, si affronteranno le conseguenze, non può essere ulteriormente tollerato.
Sono anni che per l’Ilva di Taranto, questo schema continua ad imperversare, con i risultati drammatici che sono sotto gli occhi di tutti. Ma, nel momento in cui le Istituzioni territoriali provano ad alzare la voce per rivendicare la tutela degli interessi e soprattutto della salute delle proprie comunità amministrate, si rinnova la solita minaccia di avocare al governo nazionale ogni decisione, di fatto umiliando le ragioni e l’autonomia degli enti locali e delle popolazioni interessate, bollati come fastidiosi ‘protagonisti dell’Italia del No’.
E quando la Regione Puglia e il Comune di Taranto utilizzano i loro limitati ma legittimi poteri contrattuali per cercare di migliorare gli accordi, arrivano puntualmente le minacce tanto pericolose quanto inutili, in quanto il ricorso al Tar, indipendentemente dal giudizio di merito che se ne può dare, non sospende l’aggiudicazione dell’Ilva a Am Investco Italy, non implica il fermo o la chiusura della fabbrica e non impedisce il prosieguo della trattativa in corso.
La pratica dell’ascolto è fondamentale, ma essa deve essere reciproca e siccome per decenni alle promesse non sono mai seguite le soluzioni definitive, la situazione sanitaria di Taranto e dei suoi abitanti è continuata drammaticamente a peggiorare.
Ecco perché, in questa difficile vertenza, quello che emerge con maggiore evidenza, al di là delle ragioni delle singole parti, è che per la prima volta in tanti anni - ed in modo deciso e incontrovertibile - la difesa della salute dei tarantini viene assunta come una priorità assoluta e non più negoziabile, che né le minacce, né i ricatti potranno mai vanificare.
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