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Ilva, intervento di Morgante
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Nr.: 5433 del
Sedute Consiglio

Ilva, intervento di Morgante

"Questa seduta di Consiglio regionale programmata da tempo è capitata in un momento critico, probabilmente quello più delicato per il futuro dell’ILVA di Taranto e dei cittadini di Taranto.
Un futuro che continua ad essere sempre più preoccupante e inquietante, così come lo è stato in passato, così come lo è anche nel presente. Ce ne siamo dovuti occupare sin dall’inizio di questa consiliatura, e noi consiglieri regionali provenienti da quel territorio, non potevamo esimerci dal farlo.
Abbiamo cercato sin dall’inizio un equilibrio tra la salute dei cittadini gravemente compromessa, come evidenziato dai dati drammatici che via via si sono succeduti, i morti, gli ammalati di cancro, gli ammalati di malattie cardio-circolatorie, respiratorie, dai e i valori e i parametri considerati normali per un ambiente devastato, come ben sanno i cittadini e i bambini della città di Taranto.
Abbiamo chiesto un ruolo attivo degli enti locali e non di semplici spettatori. Abbiamo chiesto di incidere non solo sulla siderurgia italiana ed europea, ma anche e soprattutto sulla nostra comunità, che ha già pagato per decenni un prezzo fin troppo alto in termini di vite umane.
Le assenze e i mancati controlli, il mancato rispetto degli impegni presi, sono invece continuati fino alla fine della stagione della famiglia Riva, e poi abbiamo continuato ad assistere alla lunga sequenza di commissari e di ben dodici decreti 'Salva ILVA', nessuno dei quali, purtroppo, ha sortito i benefici sperati. Poi sono arrivati finalmente la vendita, il bando di gara, la consapevolezza della posta in gioco, i paletti da fissare, i nuovi impegni da mantenere, sempre gli stessi, per quanto ci riguarda: garanzia della bonifica ambientale dello stabilimento, il rispetto dei parametri necessari per non continuare a mettere a rischio la salute dei cittadini, per non dover chiudere le finestre e non poter uscire di casa nei giorni di vento, per non vivere come un incubo il pensiero dei bambini che giocano all’aria aperta e vanno in bicicletta.La garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali, del considerevole indotto, di un altro necessario equilibrio tra la continuità e la discontinuità.
Abbiamo sempre seguito con apprensione e speranza le complesse fasi della vendita, senza fare il tifo per chicchessia, ma soltanto per Taranto e per la Puglia.
Ma Taranto e la Puglia, purtroppo, sono uscite sconfitte da quest’altra partita. La vendita alla cordata Arcelor Mittal nello scorso giugno sembrava avesse chiuso una difficile transazione. Invece sono piombati sui lavoratori, sui cittadini di Taranto nuovi incubi: gli esuberi, il mancato rispetto dei contratti in corso, una serie di condizioni-capestro che si è cercato di imporre, respinte con forza dalle organizzazioni sindacali e col pieno sostegno della politica, soprattutto quella regionale.
In ogni fase, in questi anni, in questi mesi, abbiamo sperato nel senso di responsabilità, quello anche mostrato dal nostro Ministro Beatrice Lorenzin, alla quale noi più volte abbiamo chiesto una deroga su Taranto, richiesta che è stata accolta. Basta vedere, caro Presidente, il documento del ministero in cui si fa riferimento all’articolo 1, comma 2 della legge 243 del 2016, poi convertito dalla legge n. 18/2017 in cui si prevede che la Regione Puglia presenti un progetto volto all’acquisizione dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione di interventi di ammodernamento tecnologico, delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche ubicate nei Comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola.
Questo progetto prevede 50 milioni di euro per il 2017 e 20 milioni di euro per il 2018. Adesso vediamo a che punto è questo decreto.L’iter è questo: la Regione ha presentato inizialmente un progetto che ha necessitato di alcune modifiche richieste dal rappresentante della direzione generale e del servizio farmaceutico in seno al tavolo dell’area di Taranto e poi condivise dallo stesso tavolo.
Il nuovo progetto è stato ripresentato dalla Regione Puglia all’inizio dell’agosto 2017. Ripeto, è stato ripresentato dalla Regione Puglia nell’agosto 2017 con alcune modifiche finalizzate a recepire le osservazioni del tavolo.
Tale nuovo progetto ha ricevuto un positivo assenso nel settembre 2017, per poi successivamente avere il parere favorevole, in data 16 ottobre 2017, dall’Istituto Superiore della Sanità.
Il progetto è ora all’esame della Direzione generale della programmazione sanitaria, che sta provvedendo alla relativa approvazione. Questo significa portare le istanze del proprio territorio anche a livello nazionale.
Ma torniamo ll’ILVA. La Regione Puglia e il Governo centrale e la nuova proprietà non sono riusciti a trovare una comunicazione diretta e costruttiva.
Per questo motivo il Presidente Emiliano, che rappresenta la Regione Puglia, collega Borraccino, ha presentato ricorso al TAR contro il Piano ambientale, insoddisfacente e la controparte ha risposto testualmente così: “È un vero e grande peccato che la nostra volontà e capacità di realizzare tali investimenti possano essere giudicate da questo ricorso. Gli investitori internazionali debbono lavorare in contesti di certezza del diritto nei quali possono assumere e assolvere impegni e precise responsabilità. Mittal conferma la propria volontà di procedere rapidamente nel processo di negoziazione con le organizzazioni sindacali qualora le condizioni generali lo consentano e quando e qualora il Ministro Calenda decidesse di riattivarle. Mittal è altresì disponibile a procedere con il dialogo intrapreso con le Istituzioni locali interessate agli impianti dell’ILVA”.
Questa è un’occasione, Presidente. È la prima occasione da quando si è insediato il nuovo Consiglio regionale ed è troppo importante per essere sprecata, per trasformarsi in una passerella, per essere intesa come una vetrina a uso e consumo degli organi di informazione. Ognuno di noi ha una responsabilità, troppo grande per poter pensare a qualcosa di diverso che non sia il bene di Taranto e dei cittadini di Taranto.
Mettiamo da parte la campagna elettorale, mettiamo da parte i partiti stessi, le coalizioni di appartenenza. Cerchiamo, quindi, di fare chiarezza su ogni aspetto da valutare, i costi e i benefici delle opzioni in campo, di considerare i torti e le ragioni e poi cerchiamo di trovare una linea comune, senza fughe in avanti, senza tiri alla fune, senza bluff contro bluff. Pensiamo a quei bambini, a quelle mamme dietro una finestra che un giorno di vento non possono uscire di casa, non possono andare a scuola, come prigionieri reclusi per salvare la propria vita.
Presidente Emiliano, so che lei è stato a Bruxelles, probabilmente per farsi validare un processo industriale innovativo, quello della decarbonizzazione dell’ILVA. Presidente, lei deve essere chiaro oggi qui, perché lei non solo sta parlando all’Assemblea del Consiglio regionale, ma sta parlando all’intera Regione Puglia, sta parlando ai cittadini di Taranto, ai bambini e alle mamme di Taranto.
Deve dire con chiarezza se questo processo è un processo tecnicamente valido, se ha dei tempi certi per poter dare seguito anche ad un confronto serio con il Governo nazionale. Se i tempi, Presidente, sono più lunghi, se non sono così vicini come lei spera, è necessario che lei, Presidente, eventualmente, rinunci a questo processo e si confronti con il Governo per governare meglio questo processo di industrializzazione con Mittal. Ne va della vita dei cittadini di Taranto, ne va della salute dei cittadini di Taranto, della salvaguardia dei lavoratori dell’ILVA e dell’indotto dell’ILVA.
Presidente, noi non possiamo più giocare. Non possiamo più giocare. Dobbiamo liberare i bambini di Taranto da quelle case, quando c’è vento, affinché possano andare a scuola qualunque condizione meteorologica ci sia e possano giocare per strada, sperando che il giorno dopo o quel giorno stesso non ci sia del vento. Dobbiamo essere chiari". /comunicato
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