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Ilva, Cera: “Si faccia presto e si faccia bene”
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Nr.: 5418 del
Sedute Consiglio

Ilva, Cera: “Si faccia presto e si faccia bene”

Intervento del Presidente del Gruppo dei Popolari in Consiglio regionale.
“Premesso che non è mai positivo quando la politica risolve le questioni con l’ausilio della magistratura, l’UdC è sempre stata al fianco dei lavoratori dell’ILVA e degli abitanti di Taranto, pur considerando che lo stabilimento ionico rappresenta un bacino produttivo da tutelare nell’interesse non solo della Puglia.
Non a caso abbiamo sempre ribadito negli incontri locali, nei tavoli regionali e nel dibattito parlamentare che l’ILVA era, ed è, una questione nazionale e come tale andava trattata, nel senso che richiedeva il massimo coinvolgimento delle parti, evitando prese di posizioni che avrebbero poi vanificato ogni tentativo di intesa e di ripresa dell’attività produttiva, secondo principi di sicurezza lavorativa e ambientale.
Se da un lato parliamo di una realtà industriale importante e consolidata, dall’altro si fatica ancora a trovare una identità di sicurezza ambientale che, pure tra gli sforzi fatti, è ancora lontana dall’essere raggiunta nel rispetto delle norme previste, tra le quali ci sono anche leggi regionali all’avanguardia. Siamo, per dirla tutta, in una situazione che non aiuta a definire il quadro entro il quale bisogna muoversi per tutelare posti di lavoro e rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Perché la presa di posizione del governo regionale e del Comune di Taranto nasce proprio da un’acquisizione, organizzata per rilanciare lo stabilimento ionico, che si presta ad essere attaccata proprio da chi chiede maggiore rispetto delle regole, anche se può innescare un processo di sfilamento degli investitori e risolvere il problema con la soluzione più tragica per tutti: la chiusura dell’attività produttiva.
Non si tratta di mettere l’uno contro l’altro lavoratori e cittadini. Futuro occupazionale e qualità della vita, ma di evitare che ancora una volta su Taranto e sui tarantini si muovano interessi che con Taranto e i suoi abitanti hanno poco da spartire. Con questo non voglio dire che dietro la trattativa si giocano equilibri tra lobby, ma semplicemente affermare che è terminato un tempo della politica industriale nel quale tutto era possibile in nome della creazione di posti di lavoro e di sviluppo economico del territorio. Non possono esserci più posizioni dominanti, sorde a qualsiasi dialogo, come non possono esserci più politici che pur di portare a casa un qualsiasi risultato, si muovono con una logica padronale.
Bene ha fatto il ministro Calenda a ricordare le somme impiegate per la questione ambientale dello stabilimento tarantino, ma da sole non bastano. O meglio non servono ad affrontare in modo compiuto la questione nazionale dell’acquisizione dell’ILVA. Si corre il rischio, a noi pare, che sullo sfondo di una questione fondamentale si inneschino questioni personali che finiscono per rendere vano ogni interesse generale, ovvero il rilancio produttivo e il rispetto dell’ambiente. Piano ambientale e piano industriale sono strettamente connessi, ma siamo convinti che sia prioritario un altro fattore: il tempo. Cioè il periodo che serve per rendere veramente efficace il piano presentato dal compratore e la salvaguardia della sicurezza ambientale, in verità già partita a spese dello Stato.
E allora diciamo: si faccia presto e si faccia bene. Lo sappiamo, velocità e bontà delle risposte non sempre vanno a braccetto, ma il cambio che invochiamo è proprio nella modalità di affrontare il problema. Basta alla corsa alle dichiarazioni e scambio di accuse, si lavori per una sintesi efficace nell’interesse dei lavoratori, dei tarantini e dei processi produttivi nazionali”./comunicato
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