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ILVA - La posizione in aula di Liviano (Esp), Borracino (Nsp), Abaterusso (Mdp)
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Nr.: 5413 del
Consiglio regionale

ILVA - La posizione in aula di Liviano (Esp), Borracino (Nsp), Abaterusso (Mdp)

Il 75% del PIL generato da Taranto e la totalità del traffico marittimo. E’ questa l’ILVA e sono questi i dati da cui Gianni Liviano (Esp) è partito per introdurre il suo intervento nel corso della seduta tematica che il Consiglio regionale sta dedicando al caso Ilva, “un’azienda che da morte e da vita”, è l’essenza stessa di Taranto cui è legata da un cordone ombelicale che le vicende, stratificatesi con il tempo, hanno reso indissolubile. Oggi il futuro della città “è paradossalmente legato alla decisione del Tar”, ha detto. “Siamo consapevoli che il piano ambientale è assolutamente insufficiente e quello occupazionale migliorabile di molto” ha proseguito Liviano garantendo la maggioranza nel merito di un ordine del giorno offerto come possibile contributo, sollecitando il Consiglio a contrapporre il dialogo alle minacce del ministro Calenda.
“Non ho certezze su questa vicenda a differenza di chi vanta l’infallibilità ed è per questo che affermo che quello presentato al TAR non è il ricorso del Consiglio regionale, non è il ricorso nemmeno della maggioranza, ma il ricorso del presidente della Regione, il ricorso della Giunta”. Questo il dato politico che emerge dall’intervento di Mino Borraccino (NSP). “Non c’è stata alcuna condivisione – ha denunciato – un confronto con i consiglieri regionali tarantini sarebbe stato certamente necessario“ considerando le implicazioni, non ultime che ad essere in ballo è il futuri della siderurgia dell’intero Paese. Annunciando la presentazione di un ordine del giorno “aperto a tutti gli emendamenti, alle modifiche, nella voglia e nell’intento di stare tutti assieme”, Borraccino ha poi auspicato che “nella guerra tra presidente di regione e presidente del consiglio dei ministri, gli sconfitti non siano i cittadini di Taranto”. Equidistanza dalle posizioni assunte dal livello regionale e da quello nazionale sono state affermate da Ernesto Abaterusso capogruppo di ARTICOLO 1-Mdp che ricostruisce la vertenza, sottolinea le contraddizioni esplose dopo l’assegnazione dello stabilimento ad Arcelor-Mittal attribuendole a quella stessa legislazione nazionale che li favorisce: opzione job acts per abbattere il costo del lavoro. “Dal Consiglio non vogliamo approvazioni di ordini del giorno o mozioni, ma l’impegno a lavorare per favorire una soluzione unitaria così che chi guida questa Regione possa partecipare ai tavoli con alle spalle la forza di una intera regione”. MdP punta all’apertura immediata di un tavolo di discussione con priorità paritetica assicurata ai temi dell’occupazione e dell’ambientalizzazione. 

Comunicato/flll
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