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Dialogo interreligioso contro il fanatismo e l’emarginazione
Migrazioni

Dialogo interreligioso contro il fanatismo e l’emarginazione


Multiculturalismo, conoscenza, dialogo interreligioso: sono l’unico antidoto al fanatismo e all’isolamento, che favoriscono il terrorismo. Lo ha detto il presidente del Consiglio Regionale della Puglia, presentando in un convegno in Aula i risultati del progetto “I nomi di Dio: percorsi didattici interculturali per la conoscenza dell’altro”.
Alla terza edizione, a cura della sezione multiculturale della Biblioteca consiliare, in collaborazione con l’Università di Bari e l’Ufficio Scolastico Regionale, ha coinvolto una decina di scuole superiori pugliesi. Il prof. Alberto Fornasari, coordinatore del Laboratorio di pedagogia interculturale dell’ateneo barese, vi ha affrontato le tematiche dell’incontro tra religioni e culture, anche attraverso l’approfondimento di testi e articoli. In un volume (“I Nomi di Dio”) sono raccolti esiti della ricerca sulla percezione del rapporto tra religioni e culture negli adolescenti, condotta su un campione di 400 studenti.
“Un progetto di stretta attualità e di valore emblematico - ha commentato il presidente Loizzo – in una fase molto delicata e complessa per la nostra società, che vive una situazione di generale insicurezza”.
C’è nelle famiglie l’incertezza per il futuro, soprattutto dei giovani, minacciati dalla precarietà, senza lavoro, spinti a lasciare la regione per cercare condizioni adeguate alla loro preparazione, spesso molto elevata.
E c’è la paura del diverso, col il sospetto “ingiustificato” che l’immigrato tolga il lavoro agli italiani e a causa del terrorismo che porta lutti e odio nel mondo, ispirato da fanatismi religiosi.
“Il dialogo, la cultura – ha fatto presente Loizzo - sono decisivi per affrontare percorsi difficili. C’è bisogno di regolare i flussi migratori, ma anche e soprattutto di alimentare questo confronto, attraverso la formazione, gli interscambi, la conoscenza di religioni e culture ‘altre’. È determinante, per non consegnare migliaia di profughi all’estremismo, perché chi non si sente accettato reagisce col rancore”. Diventa fondamentale l’impegno delle istituzioni, della scuola, delle università, dell’associazionismo, per educare alla tolleranza, diffondere il rispetto, ricordare il primato dei valori umani. E qui entra in gioco anche l’Europa, con le risorse, che ci sono e che dovrebbero essere spese per costruire “strade di pace”, non barriere. (fel)
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