Home / Comunicazione / Agenzia di notizie / 
Commemorazione Totò Negro, intervento Michele Emiliano
stemma crp puglia notizie

Direttore Responsabile: Francesco Lillo
Redazione: Via Capruzzi, 204 - 70124 Bari - Tel 080.540.23.66 - Fax 080.541.40.64
Posta Elettronica: ufficiostampa@consiglio.puglia.it - Sito Web: http://www.consiglio.puglia.it
Iscritto al Registro Pubblico della Stampa del Tribunale di Bari in data 25/02/2003


Nr.: 5124 del
Sedute Consiglio

Commemorazione Totò Negro, intervento Michele Emiliano

“Voglio solo ringraziarvi. L’ho già detto l’altro ieri e lo ribadisco oggi: essere parte di questo Consiglio regionale e di un modo di fare politica, che Totò Negro rappresentava, è un elemento di grande orgoglio e anche di grande sostegno nello svolgimento dei nostri compiti” – queste le parole con cui il presidente della Regione, Michele Miliano, ha iniziato il suo intervento per commemorare la scomparsa di Totò Negro.
“Siamo parte di una comunità regionale fatta di persone perbene, che Totò conosceva, rispettava e sapeva anche orientare nei momenti inevitabili di crisi o strategica o personale. Sono caratteristiche che dovremmo provare a utilizzare tutti, come lui ha saputo fare con i suoi amici, con la sua famiglia, nel fuoco della polemica politica. Quando qualcuno di noi esagerava, e lui tante volte l’ha fatto seduto lì nei miei confronti, riusciva con dei gesti, girandosi, anche senza fare molto altro, a darti il segnale che bisognava cambiare registro. Lo ha fatto tante volte, non so chi si incaricherà adesso di farlo per il futuro e credo che tutti ne abbiamo beneficiato”.
“Io ho detto l’altro giorno che non riusciamo a ricordare un suo gesto fuori posto. Io credo che ci siano tanti primati, ci sono tante cose delle quali un uomo può essere orgoglioso E continuo la mia indagine, chiedo a tutti: ma voi lo avete mai visto una volta sopra le righe o sotto le righe, disattento o troppo attento? Siete mai riusciti a coglierlo in fallo? Devo essere sincero: questa indagine, che probabilmente è già scontata nel modo in cui lo abbiamo conosciuto, continua ad alimentare l’idea di una personalità straordinaria”.
“Tutti, quando vanno via, diventano straordinari in qualche modo nei discorsi che li descrivono, ma lui era sul serio straordinario. Ce lo possiamo dire. E credo che non solo mancherà come amministratore, ma mancherà come persona. Sapeva ogni volta trovare il gesto giusto e questo gesto giusto è la politica, in realtà. Lui la incarnava”.
C’è gente che con ruoli molto più importanti, con responsabilità più rilevanti, anche con carismi forse superiori al suo, in qualche caso i gesti li sbaglia e quindi non sa fare la politica.
“Lui la politica la sapeva fare e la faceva con il senso del limite anche. Sapeva che la politica non può cambiare l’animo umano, può spingere ad un lento progresso che raramente è visibile, ma che si realizza nel tempo. E di questo aveva fiducia anche come cattolico, aveva fiducia nel fatto che l’umanità tendeva al bene. Dopodiché, si prodigava perché questo bene si verificasse. Lo ha fatto sempre con competenza. Era bravo un po’ in tutto. Aveva fatto il Sindaco, era un tecnico, perché era un architetto, ma era anche una persona capace di incarnare un assessorato difficilissimo come quello del welfare e costruire la fiducia con mondi che inizialmente, per il solo fatto che era di origine democristiana, lo consideravano con un po’ di sospetto. Senza voler fare il panegirico della sua cultura, che pure è straordinariamente importante per la nostra regione, però lui è riuscito a spiegare a tutti che i luoghi comuni, la prevenzione, giudicare le persone prima del tempo sono gli errori più gravi che si possono fare e che le persone vanno giudicate da come si comportano e da come vanno via. Lui è andato via lavorando”.
“Ha sacrificato moltissimo la sua famiglia. È mancato tanto alla moglie e ai figli e la moglie e i figli lo hanno sempre sostenuto perché, come lui, pensavano che quel sacrificio servisse alla comunità, e lo hanno sostenuto fino all’ultimo. Ho fatto le ultime telefonate di lavoro con lui dal letto dell’ospedale e quelle telefonate sono state utili, persino in quella condizione di salute. Sono state utili per sbloccare alcuni problemi che lui stesso conosceva meglio di chiunque altro”.
“In conclusione, posso dirvi che sono stato molto felice non solo di averlo conosciuto, ma di aver fatto parte della Giunta regionale. Lui era felicissimo di essere assessore della Regione Puglia. Questo ve lo posso assicurare. Era una felicità che coronava una vita intera. Ci pensava da tanti anni a fare l’assessore regionale. Non so perché per lui questa cosa avesse proprio il senso di un coronamento di una vita. In un mondo di insoddisfatti, di persone che qualunque cosa succeda sono sempre scontente, la sua felicità, invece, dava la chiusura e il senso di quello che ho detto prima, del suo senso politico. Sapeva anche in che modo ciascuno di noi può essere felice nel servizio. Vi garantisco che si può raggiungere quella felicità, non solo perché l’ho vista nei suoi occhi fino all’ultimo giorno. Lui era l’unico che sapeva perfettamente quale era la sua condizione di salute. Qualcun altro l’aveva, forse, intuita, ma pochissimi sapevano che la situazione era senza rimedio sin dall’inizio. Ciononostante, non lo ha mai mostrato e ha continuato a darci forza e sostegno, perché sapeva, anche per autostima, perché si voleva bene, che avremmo sofferto molto. Quindi, ci ha anche preparato. Ha trovato il tempo persino di prepararci alla sua partenza. Adesso è partito. Mi auguro che sia in quel posto che tutti ci auguriamo esistere e che da lì continui a darci una mano. Se esiste, state tranquilli che una mano continuerà a darcela, perché quello spirito di servizio sopravvivrà per l’eternità.”
Comunicato/flll
Top