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Gioco d’azzardo, Pellegrino: “Un buon testo che rafforza i controlli e vieta spazi pubblicitari anche sui mezzi del trasporto pubblico”
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Nr.: 5103 del
Commissioni

Gioco d’azzardo, Pellegrino: “Un buon testo che rafforza i controlli e vieta spazi pubblicitari anche sui mezzi del trasporto pubblico”

“L’approvazione in un unico testo di legge che accorpa le mie modifiche e quelle dei collegi di Noi a Sinistra, Borraccino e Colonna, è sicuramente un buon passo in avanti. Di ludopatia ci si ammala, per la ludopatia si finisce nel baratro. E come Regione proponiamo delle modifiche che tentano di prevenire e contrastare una vera emergenza sociale”.
Lo dichiara il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, a margine dell’approvazione da parte della III Commissione Sanità del testo “Modifiche ed integrazioni alla Legge regionale n. 43/2013 Contrasto alla diffusione del Gioco d’azzardo patologico”.
“Il voto unanime in Commissione – sottolinea Pellegrino – dimostra che il tema è molto sentito da tutte le forze politiche senza distinzione. Gli ultimi dati della Caritas ci dicono che i “nuovi poveri” sono spesso figli della ludopatia, anziani, padri di famiglia, giovani disoccupati o anche studenti che mandano in fumo i propri risparmi lasciandosi sedurre dalle illusorie promesse di vincite facili e sicure, spesso propinate anche sulle emittenti televisive con spot pubblicitari su siti e agenzie di scommesse”.
“Non a caso questo testo – aggiunge Pellegrino – elenca una serie di divieti come la non esposizione all’esterno dei locali e delle rivendite di cartelli, fotocopie o altro che pubblicizzino vincite passate o di giornata; al tempo stesso la Regione promuove accordi con le aziende di trasporto pubblico locale per l’adozione di un codice di autoregolamentazione che impedisca la concessione di spazi pubblicitari relativi al gioco a rischio”.
“Infine un passaggio molto importante riguarda le distanze dai cosiddetti luoghi “sensibili”. Secondo l’attuale legge regionale “l’autorizzazione all’esercizio non viene concessa nel caso di ubicazioni in un raggio non inferiore a cinquecento metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili (ecc…). Bene – conclude Pellegrino – noi questa asticella la abbassiamo portandola a un raggio inferiore a 500 metri”.


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