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Disarmo nucleare e riduzione strutture ed esercitazioni militari in Puglia. Approvata mozione di “Noi a Sinistra per la Puglia”.
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Nr.: 3177 del
Sedute Consiglio

Disarmo nucleare e riduzione strutture ed esercitazioni militari in Puglia. Approvata mozione di “Noi a Sinistra per la Puglia”.

Il gruppo consiliare regionale “Noi a Sinistra per la Puglia” (Enzo Colonna, Cosimo Borraccino, Domenico Santorsola, Sebastiano Leo) ha rilasciato la seguente dichiarazione.
“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, della nostra mozione che impegna l’esecutivo regionale a farsi portavoce presso il governo nazionale di ogni azione possibile finalizzata a rispettare il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (firmato nel 1969 e ratificato nel 1975) e ad ottenere la rimozione, da parte degli Stati Uniti d’America, degli ordigni nucleari presenti sul territorio italiano. L’articolo 2 del Trattato, infatti, impegna gli stati militarmente non nucleari a non ricevere né controllare armi o altri congegni di tale natura. Si tratta di un’iniziativa già messa in campo dal Consiglio regionale della Toscana che, nell’ottobre 2016, ha approvato una mozione di analogo tenore.
Con specifico riferimento alla realtà pugliese, inoltre, grazie alla mozione oggi approvata, il Presidente e la Giunta della regionali si attiveranno nei confronti del governo nazionale affinché si riduca o comunque si rimoduli la presenza militare sul territorio pugliese ed esamini concretamente la possibilità di sospendere quelle esercitazioni militari che possano determinare contaminazione di suolo e aria. Alcune aree della nostra regione, infatti, subiscono un stress ambientale determinato da installazioni e da frequenti esercitazioni militari che mettono a rischio le matrici ambientali. È il caso, in particolare, del territorio dell’Alta Murgia.
Con la mozione abbiamo chiesto perciò di avviare una interlocuzione con il Governo nazionale, in particolare nella sede del ‘Comitato Misto Paritetico – Programmi delle installazioni militari’ al fine di ridurre questi fenomeni e restituire ai pugliesi una fruizione ampia del proprio territorio. Durante la “guerra fredda” la Puglia, come altre zone del territorio italiano, è stata oggetto di installazioni militari americane dotate di armi nucleari (gli Jupiter). Molte di quelle installazioni insistevano su aree che oggi ricadono in parchi o sono oggetto di specifiche tutele dell’habitat e della fauna.
A distanza di anni, sebbene lo spettro delle postazioni nucleari sia consegnato alla storia, le attività militari sul territorio rappresentano un’anacronistica e forte limitazione alla vocazione economica, culturale e turistica delle aree interessate e dell’intero territorio regionale. Non a caso, a partire dalla metà degli anni ‘80, intere comunità si sono mobilitate contro il riarmo e la massiccia presenza di presidi militari sui propri territori.
Si ricordi, in proposito, il documento a firma dei vescovi pugliesi e redatto dal compianto Don Tonino Bello ‘Bari, terra di pace” del dicembre 1987, ancora attuale, in cui si ribadiva che “più che essere terra di servitù militare, la Puglia deve essere arco di pace”. In diverse circostanze, soprattutto in occasione delle marce della pace Gravina-Altamura degli anni 1985, 1987, 2003 e 2005, moltissimi cittadini, oltre a denunciare le forme di degrado in cui versava il territorio murgiano, hanno evidenziato le molteplici criticità e contraddizioni legate alla presenza delle servitù militari, rilevando come l’attività militare sia incompatibile con l’ecosistema delle aree interne, sia perché si contrappone alla vocazione economico-produttiva e storica dello stesso territorio (di tipo agro-pastorale), sia perché le esercitazioni ‘a fuoco’ determinano fenomeni di inquinamento.
Si è più volte osservato che le attività militari ostacolano (e, in non pochi frangenti, impediscono) una piena fruizione del territorio a fini agricoli, economici, turistici, escursionistici, didattici. Ciò riduce drasticamente le potenzialità di tali territori e contraddice la necessità di tutela, valorizzazione e protezione ambientale che ha portato, ad esempio, all’istituzione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia”.

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