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Obbligo vaccinale, Colonna: “Governo nazionale adotta impostazione della Puglia”
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Nr.: 2486 del
Politica

Obbligo vaccinale, Colonna: “Governo nazionale adotta impostazione della Puglia”

Nota del Presidente del Gruppo consiliare “Noi a Sinistra per la Puglia”, Enzo Colonna.
“La soluzione adottata dal decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che condiziona l’accesso agli asili nido e scuole dell’infanzia all’assolvimento degli obblighi vaccinali, quindi una condizione valida solo per i minori nella fascia d’età 0-6 anni, rappresenta un punto di equilibrio che avevamo già raggiunto nel confronto che si è sviluppato in questi mesi nel Consiglio regionale pugliese.
Una soluzione che avevo sostenuto da tempo, sin dalla presentazione della proposta di legge regionale da parte dei colleghi Amati e Zinni, che prevedeva originariamente il divieto di accesso alle strutture educative e formative per tutti i minori che non avessero adempiuto agli obblighi vaccinali.
Sin dall’avvio del suo iter ho condiviso i motivi ispiratori della proposta di legge, ritenendo però necessari alcuni correttivi alla sua impostazione, che si muovevano nella direzione di individuare un punto di equilibrio e composizione tra interessi di rilievo costituzionale: quello alla tutela salute collettiva e quello all’accesso non condizionato ai percorsi di istruzione obbligatoria. In altri termini, l’assolvimento dell’obbligo di vaccinazione deve costituire requisito di accesso solo alla scuola dell’infanzia e a tutti i servizi educativi e ricreativi, pubblici e privati, per l’infanzia e la prima infanzia. Si tratta, in pratica, di asili nido, scuole dell’infanzia, sezioni primavera, servizi integrativi, centri ludico-ricreativi dedicati ai bambini nella fascia di età 0-6 anni. Per i minori di età superiore (6-16), invece, l'accesso ai percorsi scolastici rientranti nell'istruzione obbligatoria non può essere condizionato alla positiva verifica dell'assolvimento dell'obbligo di vaccinazione. In tal senso, si esprime esplicitamente anche la normativa nazionale, a partire dal 1999 (dpr n. 355/1999).
Tale posizione è stata condivisa poi anche dai colleghi proponenti e, in vista del Consiglio di martedì scorso, si è tradotta in un emendamento che ho depositato la settimana scorsa assieme ad Amati, Zinni, Mazzarano, Pentassuglia. Com’è noto, il passaggio in Aula è stato sospeso proprio in attesa delle determinazioni del governo.
Quella elaborata in Puglia era dunque una soluzione originale, mai adottata da alcuna altra regione. La sua validità e solidità, soprattutto in termini di coerenza costituzionale, sono confermate oggi dal decreto approvato dal Governo nazionale, che propone un impianto analogo.
Questa vicenda conferma che c'è da essere fiduciosi nelle energie, nel lavoro, nella capacità di elaborazione e sintesi che il Consiglio regionale della Puglia è in grado di esprimere”./comunicato

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