“Il fatto che le audizioni sulla cosiddetta ‘fase 2’ del Piano di Rientro siano state una vera e propria debacle per il Governo Regionale, bocciato sonoramente nel metodo e nel merito da Enti Locali, Sindacati, Associazioni e chi più ne ha più ne metta, per l’assenza di servizi territoriali e la mancanza di certezze sul futuro degli ospedali chiusi e sul potenziamento di quelli che restano aperti, non può essere certamente cancellato dalla relazione tenuta oggi dagli assessori Attolini ed Amati sulla costruzione dei nuovi ospedali”.
Lo dichiara in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, che aggiunge: “Annunciare oggi che tra qualche anno (purtroppo date le esperienze passate, vedi nuovo Vito Fazzi, non meno di 5) forse i pugliesi avranno 5 nuovi ospedali, non compensa certamente il fatto che al momento se ne chiudono 21 senza che siano stati sostituiti da servizi di assistenza territoriale come peraltro denunciato da tutti i soggetti venuti in audizione; così come a nostro avviso gran parte dei fondi di edilizia sanitaria ex articolo 20 che oggi vengono destinati alla futura costruzione dei nuovi ospedali, poteva essere subito impiegata per il potenziamento, la messa a norma, il miglioramento delle condizioni degli ospedali che restano aperti.
Con rammarico constatiamo ancora una volta che su questo argomento c’è un reiterato tentativo di speculazione mediatica da parte del Governo Regionale. Nell’ultimo giorno di un giro di audizioni politicamente disastroso per la sanità della sinistra e che ha fatto emergere tutte le contraddizioni delle promesse del 2005 non mantenute, si cerca di distrarre i cittadini facendo loro intravedere i nuovi ospedali come se potessero essere immediatamente pronti a sostituire quelli chiusi.
Continuiamo a bocciare anche noi questa impostazione del Governo Regionale - conclude Palese – perché ha come obiettivo non il miglioramento ed il potenziamento dei servizi sanitari ai cittadini, ma il taglio dei servizi, la conferma degli sprechi e l’alimentazione mediatica del consenso politico attraverso nuove promesse futuribili che tentano di coprire vecchie promesse non mantenute”.